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Categoria: Yoga

SEMINARIO AGNI E AMRITA
FUOCO E AMBROSIA
con il Maestro WALTER RUTA THIRAK

28 FEBBRAIO – 1° MARZO 2015
a cura della Scuola Yoga PRAMITI
dalle 9,30 alle 18,00
“Mojud Centro Studi Danza” Salita Terrapieni, 2
Genova (Marassi)

walter ruta

Uomo di fede, viaggia per i varchi e i luoghi di riunione in India e in Occidente. Devoto agli insegnamenti dello Yogi Silente di Madras, valorizza la trasmissione ricevuta sperimentando con gaudenti ricercatori alcune pratiche descritte nei testi dello hatha yoga. I risultati di tale impegno collettivo confluiscono nell’accreditare la valenza dello yoga come disciplina salutistica ed iniziatica.

Per maggiori info e prenotazioni: Liana
[email protected]
349.31.05.139

Bellissima la posizione dell’eroe, dà forza, grande energia, stabilità, ci fa sentire “eroi e guerrieri”; solo sentendoci così possiamo riuscire a vincere le battaglie della vita.

Virabhadra è un potente eroe, manifestazione terrifica di Siva.La leggenda narra che egli nacque da un capello che il Dio si strappò in un atto di rabbia e gettò nel Gange, per dar vita a un essere di natura solo maschile. E’ dunque l’espressione della forza virile e dell’ira di Siva, irritato per non aver avuto la considerazione che pretendeva da altre divinità. Si trova spesso l’effigie di questo eroe davanti ai templi in funzione di guardiano.

L’Om è il mantra (vibrazione energetica che libera la mente) più sacro e rappresentativo della religione induista. È considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione. Rappresenta la sintesi e l’essenza di ogni mantra. Proprio per questo viene recitato in apertura di molti altri mantra. La sillaba OM è un suono che racchiude in se tutti i suoni,esso li comprende come il seme comprende in se tutta la pianta. È la voce del Divino,il suono e la vibrazione di tutti gli elementi del creato. Immergiamoci nella calda energia dell’Om
Con Simona Cappello ed Emanuele Milletti.
L’Om è il mantra (vibrazione energetica che libera la mente) più sacro e rappresentativo della religione induista. È considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione. Rappresenta la sintesi e l’essenza di ogni mantra. Proprio per questo viene recitato in apertura di molti altri mantra. La sillaba OM è un suono che racchiude in se tutti i suoni,esso li comprende come il seme comprende in se tutta la pianta. È la voce del Divino,il suono e la vibrazione di tutti gli elementi del creato. Immergiamoci nella calda energia dell’Om
Con Simona Cappello ed Emanuele Milletti.

simolotoArticolo tratto da Benesserenergia.it

Se vuoi iniziare a meditare, dovrai prima di tutto imparare a effettuare una respirazione corretta.Devi capire come puoi trasformare un atto meramente meccanico e involontario in una fonte inesauribile di consapevolezza ed energia. Prendi consapevolezza nel tuo respiro, inizia a respirare come se fosse la prima volta e ritrova il tuo benessere!

Respirazione corretta per meditare

Per iniziare  a respirare correttamente, almeno per il primo periodo, dovrai trovare un luogo tranquillo e indisturbato. Siediti con la schiena dritta (almeno non rischi di addormentarti) e chiudi gli occhi.

  • Appoggia una mano sulla pancia. Ti servirà per capire se stai respirando correttamente. Dovrai infatti coinvolgere nell’atto dell’inspirazione la zona diaframmatica invece che quella toracica. Purtroppo, la maggior parte di noi utilizza involontariamente la seconda tecnica, cioè quella sbagliata. Non è grave, ma è bene tornare sulla “retta via” per godere di svariati benefici, e non solo da un punto di vista meditativo.
  • Per effettuare una buona respirazione diaframmatica inspira profondamente dalle narici e senti che la mano poggiata sulla pancia, si alza.
  • Riempi bene i polmoni e quando senti di essere sazio d’aria, buttala fuori attraverso la bocca. Per agevolarti puoi decidere di respirare contando. Inspira e allo stesso tempo conta fino a quattro. Fai lo stesso durante la fase dell’espirazione.
  • Non sforzarti. Non cercare di superare i tuoi limiti. Non devi rendere conto proprio a nessuno!Quando senti che la respirazione consapevole di procura fatica, interrompila e distrai la tua attenzione con qualche faccenda quotidiana. Presto smetterai di concentrarti sul respiro e tutto tornerà alla normalità. continua…



Video dell’incontro di venerdì 14 novembre per imparare a gestire l’ansia , attraverso un lavoro sulla stabilità e l’equilibrio. Il tutto accompagnato dal magico suono del Sitar . Una bellissima energia.
GRAZIE DI CUORE A TUTTI!!!
Considerato il successo della serata ed i numerosi consensi, si replicherà per chi ne è rimasto fuori venerdi 28 novembre dalle 20.30 alle 22. Vi aspettiamo numerosi!!!

Lo yoga è una pratica indicata a qualsiasi bambino, ma soprattutto adatta per
bambini che fanno fatica a stare fermi,un po’ ansiosi,con tante paure o con
disturbi dell’attenzione (difficoltà di concentrazione etc)
Lo yoga per i bimbi non è uguale a quello degli adulti perché i piccolini
hanno bisogno di muoversi divertendosi. E’ un’attività psicomotoria e
spirituale,con un approccio giocoso,ha lo scopo di aumentare nei bambini la
capacità di rilassars i e di concentrarsi meglio,di scoprire il corpo,di
svilupparlo in modo sano e armonioso.
Durante la lezione momenti di calma si alternano a quelli allegri. Attraverso
lo yoga i bimbi imparano a respirare,riconoscono la bellezza dei ritmi lenti (
purtroppo dimenticati) e con l’acquisizione di queste nuove forze crescono più
forti,e non per ultimo rinforzano il loro sistema immunitario.
Un’esperienza da provare
loc2Lo yoga è una pratica indicata a qualsiasi bambino, ma soprattutto adatta per bambini che fanno fatica a stare fermi, un po’ ansiosi, con tante paure o con disturbi dell’attenzione ( difficoltà di concentrazione etc).

Lo yoga per i bimbi non è uguale a quello degli adulti perché i piccolini hanno bisogno di muoversi divertendosi. E’ un’attività psicomotoria e spirituale, con un approccio giocoso, ha lo scopo di aumentare nei bambini la capacità di rilassarsi e di concentrarsi meglio, di scoprire il corpo, di svilupparlo in modo sano e armonioso.

Durante la lezione momenti di calma si alternano a quelli allegri. Attraverso lo yoga i bimbi imparano a respirare,riconoscono la bellezza dei ritmi lenti (purtroppo dimenticati) e con l’acquisizione di queste nuove forze crescono più forti, e non per ultimo rinforzano il loro sistema immunitario.

Un’esperienza da provare

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Dal 16 ottobre 2014 ogni giovedì con orario 17.00 – 18.00
presso il Centro Studi Yoga Zenith in Corso Torino 38/2
Info 347 9186722

I nuovi corsi di Yoga per bambini presso il Centro Zenith  inizieranno
alla metà del prossimo mese di ottobre, il giovedì dalle 17 alle 18.
Per info 347 9186722

I pediatri: “Sì allo yoga per i bambini”
Articolo tratto da Meditare.net

Lo Yoga in età pediatrica «può rivelarsi utile alla crescita e allo sviluppo sano del bambino». Un primo passo d’apertura a questa disciplina arriva dai pediatri della Società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), i quali hanno dato voce alla Federazione italiana Yoga nel corso dell’ultimo Congresso della SIPPS.

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«Quando nei più piccoli si verificano condizioni di disagio psichico e di forte stress, – ha dichiarato il Dottor Giuseppe Di Mauro, pediatra e Presidente SIPPS – è necessario intervenire prima che queste situazioni diventino endemiche, e possano sfociare in forti disagi o vere e proprie patologie. In un’epoca in cui i bambini vivono tempi accelerati e non adatti ai loro ritmi naturali è importante cercare nuovi strumenti che, metodologie semplici come il movimento e la respirazione, consentano ai più piccoli di imparare a ‘stare bene’».

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… «La scienza yoga, la cui origine risale a qualche millennio prima dell’era cristiana, si basa su una approfondita conoscenza del corpo e della psiche. Il famoso psicanalista Carl Gustav Jung l’ha definita «la più antica indagine che l’uomo abbia mai svolto sul corpo e sulla mente». …

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Inizieranno alla metà del prossimo mese di ottobre i nuovi corsi di Yoga per bambini presso il Centro Yoga Zenith il giovedì dalle 17 alle 18. Per info 347 9186722

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La saggezza dell’Oriente in un manuale di yoga per ragazzi
Gabriella Cella – Maria Grazia Cella
Un’insegnante di yoga e una pedagoga, immaginano un ragazzino italiano, Elio, vada a vivere in India con la famiglia, e grazie all’amicizia di Chandra, una coetanea indiana, e guidato da un saggio maestro, si accosta alla cultura del luogo e agli esercizi basilari della disciplina dello yoga nel modo più semplice e naturale possibile…
Il racconto diventa un espediente per avvicinare i più giovani allo yoga, ma anche un invito per gli adulti e gli insegnanti che si interessano della loro educazione…leggi tutto
Lettura consigliata:
La saggezza dell’Oriente in un manuale di yoga per ragazzi
Gabriella Cella – Maria Grazia Cella
Un’insegnante di yoga e una pedagoga, immaginano un ragazzino italiano, Elio, vada a vivere in India con la famiglia, e grazie all’amicizia di Chandra, una coetanea indiana, e guidato da un saggio maestro, si accosta alla cultura del luogo e agli esercizi basilari della disciplina dello yoga nel modo più semplice e naturale possibile…
Il racconto diventa un espediente per avvicinare i più giovani allo yoga, ma anche un invito per gli adulti e gli insegnanti che si interessano della loro educazione…leggi tutto

YV7J0054Lo Yoga e le false credenze che lo accompagnano
di Giuseppe Iorio
tratto da  http://www.megliosapere.info/

Ci siamo occupati svariate volte dei benefici che lo Yoga, la millenaria disciplina di origine indiana, apporta all’organismo e alla mente. Non manca, però, chi nutre scetticismo nei confronti di questa pratica, ritenendola magari troppo complessa e impegnativa, tale da comportare un particolare dispendio di tempo e denaro. Altri potrebbero provare una sorta di timore reverenziale verso quest’attività, credendola riservata ai soli iniziati, immaginando erroneamente che occorra un’adesione di tipo mistico ai precetti sostenuti dalla disciplina.
A fare luce si questi aspetti apparentemente controversi dello Yoga, con particolare riferimento a quello praticato in Occidente, ci hanno pensato due esperte, Vyda Bielkus, co-fondatrice della “Boston’s Health Yoga Life”, ed Eva Norlyk Smith, caporedattrice di “Yoga U online”, nel corso di un’intervista comparsa sulla versione americana del noto quotidiano online “The Huffington Post”.
In particolare, le due intervistate hanno voluto smentire 5 convinzioni diffuse relative allo Yoga, dei “falsi miti” che potrebbero scoraggiare tutte quelle persone che, pur accarezzando l’idea di sperimentare questa pratica, sono state dissuase da questo o quel motivo.

Il primo punto che le due esperte hanno voluto evidenziare consiste nel fatto che, per praticare lo yoga, non bisogna essere già in partenza dotati di particolari qualità atletiche o di una notevole elasticità corporea.
Lo yoga, infatti, è una disciplina adatta a chiunque, anche agli anziani. E la flessibilità si può acquistare in modo graduale. Non c’è nulla da temere, dunque, se non si riescono ad assumere tutte le posizioni previste dagli esercizi in modo perfetto. Secondo la Bielkus e la Smith, questa disciplina apporta sempre grossi vantaggi a chi la pratica, perché “lo yoga è un’esplorazione di quello che il vostro corpo è capace di fare, quindi non dovete preoccuparvi se la vostra posizione non risulta esattamente simile a quella dei vostri più agili compagni di corso“.

Il secondo punto che potrebbe dar vita a qualche equivoco riguarda un presunto costo eccessivo del praticare yoga. In realtà, frequentare dei corsi di yoga richiede una spesa in linea con quella occorrente per qualsiasi altra attività di fitness. Esistono poi, anche nel nostro Paese, dei corsi gratuiti per avvicinarsi alla disciplina.
Inoltre, aspetto fondamentale, una volta che si sono apprese le basi di questa pratica, si può anche iniziare a praticare lo yoga a casa.

Terzo mito piuttosto diffuso che va sfatato: lo yoga non sarebbe una vera e propria attività fisica. Non è affatto così, specificano le due esperte. Alcuni metodi sono paragonabili, dal punto di vista aerobico e sul piano dell’impegno fisico, a qualsiasi altro allenamento si possa svolgere. “Lo yoga impegna tutto il corpo, dal sistema nervoso al sistema cardiovascolare, e rappresenta un allenamento completo“, sostiene la Bielkus.

Il quarto punto che necessita di una smentita consiste nel fatto che lo yoga venga considerato da molte persone come un’attività poco stimolante e noiosa. La Smith e la Bielkus sono convinte del contrario. Oltre alla presenza di corsi che prevedono addirittura l’utilizzo di club music come sottofondo per gli esercizi, ci sono metodi piuttosto originali come l’Antigravity yoga, molto divertente perché da svolgersi in sospensione su delle amache, oppure il Paddle Board yoga, che viene praticato in un contesto quasi vacanziero, dato che richiede l’uso di tavole da surf collocate in acqua.

Quinto punto che merita una chiarimento concerne l’aspetto spirituale dello Yoga. Secondo le due celebri specialiste, tante persone stanno alla larga da questa disciplina perché la ritengono riconducibile ad una sorta religione.
Naturalmente, le origini dello yoga sono contraddistinte da una spiritualità accentuata, questo è innegabile. Ma, evidenzia la Bielkus, esistono corsi che mettono da parte questo fattore per concentrarsi maggiormente sulle questioni più pragmatiche.
In ogni caso, secondo l’esperta, lo yoga tende a rendere i praticanti più disposti a porsi degli interrogativi riguardo il proprio viaggio attraverso la vita, proprio per via dell’essenza mistica e panteista che lo permea. Ma questo aspetto, che per la maggior parte di coloro che si avvicinano alla disciplina risulta un elemento positivo, potrebbe essere anche messo da parte da quelle persone che non desiderano approfondire queste prerogative dello yoga.

Giuseppe Iorio

Le Mudra, o più propriamente le Hasta Mudra, ( in sanscrito, letteralmente, sigillo della mano) sono gesti simbolici delle mani.
Daniela Borgini, yoga della Conoscenza, Yoga Imola La gestualità delle mani è sempre stata in tutte le culture una forma spontanea di espressione e comunicazione a cui l’uomo fa ricorso nella vita di tutti i giorni per sostituire o rafforzare la comunicazione verbale. Nella Bibbia si dice che gli ebrei pregavano aprendo entrambe le mani al cielo, come per raccoglierne i doni, il gesto era poi seguito dal portare le mani una sull’altra al centro del petto, in tal modo l’Energia Divina, prima assorbita attraverso il palmo delle mani, veniva irradiata al cuore. Il nostro attuale modo di pregare a mani unite, pare non essere arrivato a noi dall’alba del Cristianesimo, ma che sia stato introdotto nei riti cristiani durante il tardo Medioevo; alcune scuole di pensiero affermano che provenga dal gesto di “ammanettare i prigionieri” : con le mani congiunte l’uomo invoca pietà e diviene simbolo di sottomissione al suo Signore, al Creatore. Altre scuole di pensiero vedono il congiungere le mani un atavico gesto spontaneo, patrimonio cellulare dell’uomo che desidera condividere la propria interiorità con un’energia esteriore mistica e potente.
Nelle pratiche yogiche il gesto delle mani giunte dinnanzi al petto è assai ricorrente e prende il nome “Namaskara Mudra”che significa “Gesto di saluto”, è il Gesto che favorisce la connessione con l’Energia presente in ogni manifestazione della vita tanto umana che divina, dal sasso all’animale, all’uomo a Dio. Il congiungere il palmo delle mani all’altezza del cuore equivale a far vibrare nello yogi il concetto “l’Energia Divina in me riconosce e si fonde alla tua Energia divina”. Quando questo gesto è rivolto a persone o a divinità diventa “Namastè”. Nel rispetto delle regole induiste esistono ulteriori diversificazioni: le mani congiunte si collocano all’altezza del cuore con i propri pari, tra le sopracciglia per manifestare venerazione verso l’ altra persona, al di sopra della testa di fronte a divinità, santi e guru. “Mudra” è un termine sanscrito che letteralmente significa “Gesto, Sigillo”, svariati sono nell’Hatha yoga le Mudra praticate col corpo, 108 secondo le scritture sono le “Hasta Mudra” o gesti delle mani. La pratica degli Hasta Mudra impega il cervello e l’anima, influenzando l’Energia Vitale o Prana, nei piani tanto mentali che psichici e fisici.
La loro origine rimane avvolta nel mistero, poiché l’uso dei gesti della mano durante i rituali non è prerogativa indiana ma si ritrova anche in moltealtre culture del mondo più antico. Dice Annik de Souzenelle: “Ogni dito ha il suo segreto e la sua potenza. Tutti i gesti della mano e delle dita che gli yogi e le danzatrici sacre compiono, muovono delle energie che mettono l’uomo in una relazione con l’uno o l’altro aspetto della sua potenzialità divina”. Nei testi classici di Hatha yoga come l’ Hatayoga Pradipika e la Geranda Samhita, le Mudra (rigorosamente al femminile) sono elencate nei capitoli che riguardano il controllo del Prana, insieme ai Bandha (chiusure); mentre le Asana (posture del corpo) servono a rendere il corpo “stabile, sano e leggero”, le Mudra sono simbolo di una fase più evoluta durante la quale il praticante apprende una gestione approfondita dei flussi pranici e si impegna al risveglio dell’ Energia Kundalini, per il raggiungimento della meditazione. ( La Kundalini risiede allo stato latente nell’osso sacro, il suo nome deriva da “Kundala” che significa arrotolato, poiché giace avvolta in tre spire e mezzo) E’ scritto nell’ Hatayoga Pradipika : “Di conseguenza con ogni sforzo si perseveri nella pratica delle Mudra per risvegliare la signora addormentata (Kundalini) alla porta di Brahma” .
Nelle mani e nelle dita sono presenti diverse terminazioni nervose e secondo l’anatomia dei saggi orientali vi scorrono delle Nadi (canali energetici), in particolare proprio nelle punte delle dita terminano canali energetici importanti e quando riusciamo a migliorare l’energia nelle dita delle nostre mani otteniamo benefici negli organi vitali e nelle loro funzioni. Da molti fisiologi la nostra mano viene considerata come una sorta di proiezione del cervello nello spazio, con la sua possibilità di compiere da 20 a 40 milioni di movimenti. La liberazione delle mani e l’ opposizione del pollice sono stati due elementi chiave per il salto evolutivo dell’uomo, conducendolo in un ambito più mentale, di coscienza di sé, di potenziamento delle proprie possibilità psicomotorie. E’ immediato il collegamento cervello-mano, molto spesso le mani ci aiutano a descrivere il nostro pensiero anche nei particolari più dettagliati e mantenere le mani immobili ci provocherebbe certamente un senso di conflitto.
Read more: http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=2215#ixzz3299QChTv
simomudraMudra, la danza delle mani
Daniela Borgini da Solaris.it
Le Mudra, o più propriamente le Hasta Mudra, ( in sanscrito, letteralmente, sigillo della mano) sono gesti simbolici delle mani.
La gestualità delle mani è sempre stata in tutte le culture una forma spontanea di espressione e comunicazione a cui l’uomo fa ricorso nella vita di tutti i giorni per sostituire o rafforzare la comunicazione verbale. Nella Bibbia si dice che gli ebrei pregavano aprendo entrambe le mani al cielo, come per raccoglierne i doni, il gesto era poi seguito dal portare le mani una sull’altra al centro del petto, in tal modo l’Energia Divina, prima assorbita attraverso il palmo delle mani, veniva irradiata al cuore. Il nostro attuale modo di pregare a mani unite, pare non essere arrivato a noi dall’alba del Cristianesimo, ma che sia stato introdotto nei riti cristiani durante il tardo Medioevo; alcune scuole di pensiero affermano che provenga dal gesto di “ammanettare i prigionieri” : con le mani congiunte l’uomo invoca pietà e diviene simbolo di sottomissione al suo Signore, al Creatore. Altre scuole di pensiero vedono il congiungere le mani un atavico gesto spontaneo, patrimonio cellulare dell’uomo che desidera condividere la propria interiorità con un’energia esteriore mistica e potente.
Nelle pratiche yogiche il gesto delle mani giunte dinnanzi al petto è assai ricorrente e prende il nome “Namaskara Mudra”che significa “Gesto di saluto”, è il Gesto che favorisce la connessione con l’Energia presente in ogni manifestazione della vita tanto umana che divina, dal sasso all’animale, all’uomo a Dio. Il congiungere il palmo delle mani all’altezza del cuore equivale a far vibrare nello yogi il concetto “l’Energia Divina in me riconosce e si fonde alla tua Energia divina”. Quando questo gesto è rivolto a persone o a divinità diventa “Namastè”. Nel rispetto delle regole induiste esistono ulteriori diversificazioni: le mani congiunte si collocano all’altezza del cuore con i propri pari, tra le sopracciglia per manifestare venerazione verso l’ altra persona, al di sopra della testa di fronte a divinità, santi e guru. “Mudra” è un termine sanscrito che letteralmente significa “Gesto, Sigillo”, svariati sono nell’Hatha yoga le Mudra praticate col corpo, 108 secondo le scritture sono le “Hasta Mudra” o gesti delle mani. La pratica degli Hasta Mudra impega il cervello e l’anima, influenzando l’Energia Vitale o Prana, nei piani tanto mentali che psichici e fisici.
La loro origine rimane avvolta nel mistero, poiché l’uso dei gesti della mano durante i rituali non è prerogativa indiana ma si ritrova anche in moltealtre culture del mondo più antico. Dice Annik de Souzenelle: “Ogni dito ha il suo segreto e la sua potenza. Tutti i gesti della mano e delle dita che gli yogi e le danzatrici sacre compiono, muovono delle energie che mettono l’uomo in una relazione con l’uno o l’altro aspetto della sua potenzialità divina”. Nei testi classici di Hatha yoga come l’ Hatayoga Pradipika e la Geranda Samhita, le Mudra (rigorosamente al femminile) sono elencate nei capitoli che riguardano il controllo del Prana, insieme ai Bandha (chiusure); mentre le Asana (posture del corpo) servono a rendere il corpo “stabile, sano e leggero”, le Mudra sono simbolo di una fase più evoluta durante la quale il praticante apprende una gestione approfondita dei flussi pranici e si impegna al risveglio dell’ Energia Kundalini, per il raggiungimento della meditazione. ( La Kundalini risiede allo stato latente nell’osso sacro, il suo nome deriva da “Kundala” che significa arrotolato, poiché giace avvolta in tre spire e mezzo) E’ scritto nell’ Hatayoga Pradipika : “Di conseguenza con ogni sforzo si perseveri nella pratica delle Mudra per risvegliare la signora addormentata (Kundalini) alla porta di Brahma” .
Nelle mani e nelle dita sono presenti diverse terminazioni nervose e secondo l’anatomia dei saggi orientali vi scorrono delle Nadi (canali energetici), in particolare proprio nelle punte delle dita terminano canali energetici importanti e quando riusciamo a migliorare l’energia nelle dita delle nostre mani otteniamo benefici negli organi vitali e nelle loro funzioni. Da molti fisiologi la nostra mano viene considerata come una sorta di proiezione del cervello nello spazio, con la sua possibilità di compiere da 20 a 40 milioni di movimenti. La liberazione delle mani e l’ opposizione del pollice sono stati due elementi chiave per il salto evolutivo dell’uomo, conducendolo in un ambito più mentale, di coscienza di sé, di potenziamento delle proprie possibilità psicomotorie. E’ immediato il collegamento cervello-mano, molto spesso le mani ci aiutano a descrivere il nostro pensiero anche nei particolari più dettagliati e mantenere le mani immobili ci provocherebbe certamente un senso di conflitto.