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Categoria: Asana

YV7J0037Flettiti con dolcezza
di Claudio Conte, da Yogajournal.it

“Riesci a toccarti le punte dei piedi”? E’ una delle domande più ricorrenti per misurare il nostro grado di agilità. La libertà di flessione in avanti è considerata, a torto o a ragione, la pietra di paragone della flessibilità di una persona. E’ una delle prime cose che l’insegnante Yoga osserva nel principiante, che un personal trainer chiede di fare per valutare l’elasticità. Si intende in questo caso la flessione in avanti con le ginocchia tese.

Sia che pieghiamo le ginocchia o che le manteniamo tese, nella vita quotidiana utilizziamo spesso questo movimento, per esempio per allacciare le scarpe. La flessione dell’anca a ginocchio teso (Paschimottanasana, Uttanasana) o l’estensione del ginocchio con anca flessa (Padangusthasana, Krounchasana), sollecitano principalmente i muscoli della loggia posteriore della coscia, regione del corpo su cui la maggior parte dei praticanti si “accanisce” forse più nella pratica, con stiramenti e allungamenti costanti e ripetuti.

Spesso però la determinazione e la costanza non sono premiate da un miglioramento della flessibilità e a volte producono, invece, sgradevoli fastidi nella zona ischiatica o dietro il ginocchio, quando non delle vere e proprie tendiniti.

Muscoli di carattere

Ogni muscolo striato (muscolo volontario) ha alcune proprietà: è contrattile cioè può accorciarsi; è elastico, proprietà che in una certa misura gli permette di cedere sotto tensione; infine è eccitabile, reagisce cioè a stimoli nervosi (e allo stato emotivo) innalzando o diminuendo il tono muscolare, la tensione di fondo costante. I muscoli possono rispondere a una sollecitazione e affaticarsi più o meno rapidamente: quelli che presiedono ai “grandi movimenti” sono definiti dinamici o fisici, più rapidi a rispondere e ad affaticarsi, quelli che presiedono principalmente al mantenimento della stazione eretta sono più statici, più lenti e si affaticano meno rapidamente. Funzionando in modo quasi constantemente involontario, potremmo azzardare l’ipotesi che questi ultimi siano più legati alla dimensione inconscia dell’essere umano, più dipendenti dallo stato psichico ed emotivo di fondo.

Gentilmente, otterrai il massimo

Se teniamo presente che questi brevi cenni di neurofisiologia muscolare, possiamo comprendere come agire nella pratica e come superare il limite migliorando la flessibilità senza sgradevoli effetti collaterali. Possiamo in altre parole capire perchè sollecitazioni brutali, di slancio o anche solo troppo rapide e intense, scatenando una contrazione delle fibre muscolari sollecitate, producano traumi allefibre muscolari stesse (indolenzimenti il giorno dopo) o, peggio ancora, sollecitino eccessivamente le inserizioni tendinee, nell’impossibilità delle fibre elastiche a rilassarsi, provocando così infiammazioni e dolori.

Un approccio quindi progressivo, in una condizione di serenità e tranquillità, supportato dalla respirazione, protratto senza fretta nel tempo, attento alle sensazioni che emergono, non mancherà di darei frutti sperati. Invece di cercare di acquisire più elasticità, proviamo a sgombrarci dalle tensioni che impediscono alla muscolatura del nostro corpo di vivere quella che dovrebbe essere la sua condizione naturale, di elasticità e rilassamento, prima fra tutte la tensione prodotta dal cercare di “arrivare più lontano”.

Che si tratti di un muscolo, o di un essere umano che ha delle resistenze, la gentilezza e la sensibilità daranno sempre i risultati migliori della brutale impazienza.

Yoga Journal

SEMINARIO AGNI E AMRITA
FUOCO E AMBROSIA
con il Maestro WALTER RUTA THIRAK

28 FEBBRAIO – 1° MARZO 2015
a cura della Scuola Yoga PRAMITI
dalle 9,30 alle 18,00
“Mojud Centro Studi Danza” Salita Terrapieni, 2
Genova (Marassi)

walter ruta

Uomo di fede, viaggia per i varchi e i luoghi di riunione in India e in Occidente. Devoto agli insegnamenti dello Yogi Silente di Madras, valorizza la trasmissione ricevuta sperimentando con gaudenti ricercatori alcune pratiche descritte nei testi dello hatha yoga. I risultati di tale impegno collettivo confluiscono nell’accreditare la valenza dello yoga come disciplina salutistica ed iniziatica.

Per maggiori info e prenotazioni: Liana
[email protected]
349.31.05.139

Bellissima la posizione dell’eroe, dà forza, grande energia, stabilità, ci fa sentire “eroi e guerrieri”; solo sentendoci così possiamo riuscire a vincere le battaglie della vita.

Virabhadra è un potente eroe, manifestazione terrifica di Siva.La leggenda narra che egli nacque da un capello che il Dio si strappò in un atto di rabbia e gettò nel Gange, per dar vita a un essere di natura solo maschile. E’ dunque l’espressione della forza virile e dell’ira di Siva, irritato per non aver avuto la considerazione che pretendeva da altre divinità. Si trova spesso l’effigie di questo eroe davanti ai templi in funzione di guardiano.

L’ansia, questa (s)conosciuta
Un cammino verso la gestione dell’ansia attraverso un lavoro sulla stabilità,l’equilibrio e la fiducia in se stessi.
Venerdi 14 novembre dalle 19.00 alle 20.30 c/o Centro Yoga Zenith Genova
Lo scopo dell’incontro è quello di imparare a gestire l’ansia,uno stato psichico caratterizzato da una sensazione di paura e di preoccupazione più o meno motivata,più o meno intensa e duratura e purtroppo fonte di stress e insicurezza nelle persone che la vivono.
Verranno eseguiti scioglimenti e posizioni yoga volti al rafforzamento e flessibilità del proprio corpo e di conseguenza della propria mente. Più ci si rafforza nel fisico più ci si sente stabili e sicuri tanto che le situazioni difficili da affrontare giorno dopo giorno,con il tempo verranno viste in una prospettiva diversa.
Verranno poi eseguite altre tecniche di gruppo ancora finalizzate alla conquista della radicatezza della stabilità,della stima e fiducia in se stessi. E poi tecniche di rilassamento e di ascolto.
L’incontro sarà accompagnato dal suono del sitar (strumento a corde tradizionale indiano) di Emanuele Milletti. Il suono e le sue vibrazioni ci aiuteranno a lasciare andare le tensioni inutili,a lasciare andare problemi e ansia,ad ascoltarci nel profondo.
Vi aspettiamo
Conduttrice Simona Cappello
Al sitar Emanuele Milletti
Per info e prenotazioni: Centro Studi Yoga Zenith
corso Torino 38/2 cell 347 9186722

L’ansia, questa (s)conosciuta

simositar

Un cammino verso la gestione dell’ansia attraverso un lavoro
sulla stabilità, l’equilibrio e la fiducia in se stessi.

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Venerdi 14 novembre dalle 19.00 alle 20.30 c/o Centro Yoga Zenith Genova

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Lo scopo dell’incontro è quello di imparare a gestire l’ansia,uno stato psichico caratterizzato da una sensazione di paura e di preoccupazione più o meno motivata,più o meno intensa e duratura e purtroppo fonte di stress e insicurezza nelle persone che la vivono.
Verranno eseguiti scioglimenti e posizioni yoga volti al rafforzamento e flessibilità del proprio corpo e di conseguenza della propria mente. Più ci si rafforza nel fisico più ci si sente stabili e sicuri tanto che le situazioni difficili da affrontare giorno dopo giorno,con il tempo verranno viste in una prospettiva diversa.
Verranno poi eseguite altre tecniche di gruppo ancora finalizzate alla conquista della radicatezza della stabilità,della stima e fiducia in se stessi. E poi tecniche di rilassamento e di ascolto.
L’incontro sarà accompagnato dal suono del sitar (strumento a corde tradizionale indiano) di Emanuele Milletti. Il suono e le sue vibrazioni ci aiuteranno a lasciare andare le tensioni inutili,a lasciare andare problemi e ansia,ad ascoltarci nel profondo.
Vi aspettiamo
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Conduttrice Simona Cappello
Al sitar Emanuele Milletti
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Per info e prenotazioni: Centro Studi Yoga Zenith
corso Torino 38/2 cell 347 9186722

YV7J0052Articolo tratto da Yoga.it

Che cos’è un âsana?
Questa parola, che normalmente si traduce come «posizione», significa «ciò che è saldo e comodo» e sottintende per uno yogin tutte le posizioni del corpo in cui sono presenti stabilità, immobilità, assenza di sforzo.
Queste condizioni sono indispensabili perché le posizioni siano definite yogiche, in quanto gli âsana danno modificazioni a livello profondo solo se la posizione viene mantenuta a lungo.
Quando eseguiamo una posizione dobbiamo sentirci nella nostra totalità: spirito, corpo, mente tesi all’unità. Le posizioni si potrebbero dunque definire un rituale, una preghiera di tutto il nostro essere.
I benefici degli âsana
Gli effetti fisici degli âsana sono molti: tra gli altri essi risvegliano le attività dei muscoli che normalmente tendono ad atrofizzarsi, perché poco utilizzati, specialmente quelli del torace, della parete addominale, del dorso, ecc. Alcuni âsana potenziano il tono muscolare, mentre altri esercitano un’azione di allungamento su tendini e muscolatura. Ciò migliora la mobilità delle articolazioni, rendendo il corpo più sciolto e mobile. Inoltre ogni âsana ha un’azione specifica su alcuni organi interni e porta equilibrio al sistema nervoso centrale.
Gli effetti energetici o «pranici» delle posizioni sono però ancora più importanti. Infatti esiste un corpo energetico o fluidico in tutto aderente al corpo fisico; le loro funzioni sono strettamente correlate. Gli organi principali del corpo pranico sono appunto i chakra, ricettori, accumulatori e distributori della forza pranica.
Ogni âsana agisce su di un chakra o su più d’uno. La compressione o distensione subita dalle parti del corpo umano che hanno corrispondenza diretta nei chakra si ripercuote sulle funzioni dei chakra medesimi.
Sappiamo infatti che l’hatha-yoga non agisce solo sul corpo come una comune ginnastica, ma crea armonia su tutti i piani (fisico, mentale, spirituale).
Gli âsana sono molti – più di otto milioni secondo le scritture! – tuttavia è sufficiente praticarne un numero limitato per conservare un perfetto equilibrio fisico e psichico.
Che cos’è un âsana?
Questa parola, che normalmente si traduce come «posizione», significa «ciò che è saldo e comodo» e sottintende per uno yogin tutte le posizioni del corpo in cui sono presenti stabilità, immobilità, assenza di sforzo.
Queste condizioni sono indispensabili perché le posizioni siano definite yogiche, in quanto gli âsana danno modificazioni a livello profondo solo se la posizione viene mantenuta a lungo.
Quando eseguiamo una posizione dobbiamo sentirci nella nostra totalità: spirito, corpo, mente tesi all’unità. Le posizioni si potrebbero dunque definire un rituale, una preghiera di tutto il nostro essere.
I benefici degli âsana
Gli effetti fisici degli âsana sono molti: tra gli altri essi risvegliano le attività dei muscoli che normalmente tendono ad atrofizzarsi, perché poco utilizzati, specialmente quelli del torace, della parete addominale, del dorso, ecc. Alcuni âsana potenziano il tono muscolare, mentre altri esercitano un’azione di allungamento su tendini e muscolatura. Ciò migliora la mobilità delle articolazioni, rendendo il corpo più sciolto e mobile. Inoltre ogni âsana ha un’azione specifica su alcuni organi interni e porta equilibrio al sistema nervoso centrale.
Gli effetti energetici o «pranici» delle posizioni sono però ancora più importanti. Infatti esiste un corpo energetico o fluidico in tutto aderente al corpo fisico; le loro funzioni sono strettamente correlate. Gli organi principali del corpo pranico sono appunto i chakra, ricettori, accumulatori e distributori della forza pranica.
Ogni âsana agisce su di un chakra o su più d’uno. La compressione o distensione subita dalle parti del corpo umano che hanno corrispondenza diretta nei chakra si ripercuote sulle funzioni dei chakra medesimi.
Sappiamo infatti che l’hatha-yoga non agisce solo sul corpo come una comune ginnastica, ma crea armonia su tutti i piani (fisico, mentale, spirituale).
Gli âsana sono molti – più di otto milioni secondo le scritture! – tuttavia è sufficiente praticarne un numero limitato per conservare un perfetto equilibrio fisico e psichico.

YV7J0054Lo Yoga e le false credenze che lo accompagnano
di Giuseppe Iorio
tratto da  http://www.megliosapere.info/

Ci siamo occupati svariate volte dei benefici che lo Yoga, la millenaria disciplina di origine indiana, apporta all’organismo e alla mente. Non manca, però, chi nutre scetticismo nei confronti di questa pratica, ritenendola magari troppo complessa e impegnativa, tale da comportare un particolare dispendio di tempo e denaro. Altri potrebbero provare una sorta di timore reverenziale verso quest’attività, credendola riservata ai soli iniziati, immaginando erroneamente che occorra un’adesione di tipo mistico ai precetti sostenuti dalla disciplina.
A fare luce si questi aspetti apparentemente controversi dello Yoga, con particolare riferimento a quello praticato in Occidente, ci hanno pensato due esperte, Vyda Bielkus, co-fondatrice della “Boston’s Health Yoga Life”, ed Eva Norlyk Smith, caporedattrice di “Yoga U online”, nel corso di un’intervista comparsa sulla versione americana del noto quotidiano online “The Huffington Post”.
In particolare, le due intervistate hanno voluto smentire 5 convinzioni diffuse relative allo Yoga, dei “falsi miti” che potrebbero scoraggiare tutte quelle persone che, pur accarezzando l’idea di sperimentare questa pratica, sono state dissuase da questo o quel motivo.

Il primo punto che le due esperte hanno voluto evidenziare consiste nel fatto che, per praticare lo yoga, non bisogna essere già in partenza dotati di particolari qualità atletiche o di una notevole elasticità corporea.
Lo yoga, infatti, è una disciplina adatta a chiunque, anche agli anziani. E la flessibilità si può acquistare in modo graduale. Non c’è nulla da temere, dunque, se non si riescono ad assumere tutte le posizioni previste dagli esercizi in modo perfetto. Secondo la Bielkus e la Smith, questa disciplina apporta sempre grossi vantaggi a chi la pratica, perché “lo yoga è un’esplorazione di quello che il vostro corpo è capace di fare, quindi non dovete preoccuparvi se la vostra posizione non risulta esattamente simile a quella dei vostri più agili compagni di corso“.

Il secondo punto che potrebbe dar vita a qualche equivoco riguarda un presunto costo eccessivo del praticare yoga. In realtà, frequentare dei corsi di yoga richiede una spesa in linea con quella occorrente per qualsiasi altra attività di fitness. Esistono poi, anche nel nostro Paese, dei corsi gratuiti per avvicinarsi alla disciplina.
Inoltre, aspetto fondamentale, una volta che si sono apprese le basi di questa pratica, si può anche iniziare a praticare lo yoga a casa.

Terzo mito piuttosto diffuso che va sfatato: lo yoga non sarebbe una vera e propria attività fisica. Non è affatto così, specificano le due esperte. Alcuni metodi sono paragonabili, dal punto di vista aerobico e sul piano dell’impegno fisico, a qualsiasi altro allenamento si possa svolgere. “Lo yoga impegna tutto il corpo, dal sistema nervoso al sistema cardiovascolare, e rappresenta un allenamento completo“, sostiene la Bielkus.

Il quarto punto che necessita di una smentita consiste nel fatto che lo yoga venga considerato da molte persone come un’attività poco stimolante e noiosa. La Smith e la Bielkus sono convinte del contrario. Oltre alla presenza di corsi che prevedono addirittura l’utilizzo di club music come sottofondo per gli esercizi, ci sono metodi piuttosto originali come l’Antigravity yoga, molto divertente perché da svolgersi in sospensione su delle amache, oppure il Paddle Board yoga, che viene praticato in un contesto quasi vacanziero, dato che richiede l’uso di tavole da surf collocate in acqua.

Quinto punto che merita una chiarimento concerne l’aspetto spirituale dello Yoga. Secondo le due celebri specialiste, tante persone stanno alla larga da questa disciplina perché la ritengono riconducibile ad una sorta religione.
Naturalmente, le origini dello yoga sono contraddistinte da una spiritualità accentuata, questo è innegabile. Ma, evidenzia la Bielkus, esistono corsi che mettono da parte questo fattore per concentrarsi maggiormente sulle questioni più pragmatiche.
In ogni caso, secondo l’esperta, lo yoga tende a rendere i praticanti più disposti a porsi degli interrogativi riguardo il proprio viaggio attraverso la vita, proprio per via dell’essenza mistica e panteista che lo permea. Ma questo aspetto, che per la maggior parte di coloro che si avvicinano alla disciplina risulta un elemento positivo, potrebbe essere anche messo da parte da quelle persone che non desiderano approfondire queste prerogative dello yoga.

Giuseppe Iorio

E’ stato il mio Maestro. Con Lui ho praticato uno yoga ortodosso e quindi legato alla tradizione. Uno yoga completo che contemplava pratiche fisiche molto forti, tecniche di respirazione, di meditazione, lettura dei testi sacri, recitazione di mantra.

….Anche se ha deciso di non proferire più parola, il maestro “conversa” a vari livelli. Per comunicazioni semplici bastano gli sguardi, i sorrisi e i gesti; talvolta si improvvisa mimo per raccontare un aneddoto. Se invece deve narrare una parabola o instaurare un discorso più impegnativo, allora scrive su un quaderno o su una lavagna, oppure fa dei segni sul palmo della mano e i suoi scritti sono “tradotti” in lingua parlata da Satyavati, sua figlia adottiva. Quando deve insegnare una posizione la mostra personalmente. Se però ne deve spiegare un dettaglio tecnico, allora scrive. In ogni caso, se si ha la fortuna di avere un incontro individuale con lui, si scopre quanto la comunicazione non verbale sia efficace: la sua mimica e soprattutto i suoi occhi trasmettono sempre qualcosa di estremamente intenso. Anche se quindi non è possibile comunicare verbalmente, si può instaurare con lui un dialogo silenzioso, che appare ancora più profondo di quello parlato. L’onda di calore che emana è come un’avvolgente coperta dispensatrice di pace, frutto di una vita vissuta secondo i precetti dello Yoga: primo tra tutti la non violenza. I suoi consigli mirano a riportare tutto all’essenziale e alla semplicità….” da Yoga Journal

Osservate la scioltezza nei movimenti in questo video del 1993, alla veneranda età di 84 anni….

Anche se ha deciso di non proferire più parola, il maestro “conversa” a vari livelli. Per comunicazioni semplici bastano gli sguardi, i sorrisi e i gesti; talvolta si improvvisa mimo per raccontare un aneddoto. Se invece deve narrare una parabola o instaurare un discorso più impegnativo, allora scrive su un quaderno o su una lavagna, oppure fa dei segli sul palmo della mano e i suoi scritti sono “tradotti” in lingua parlata da Satyavati, sua figlia adottiva.
Quando deve insegnare una posizione la mostra personalmente. Se però ne deve spiegare un dettaglio tecnico, allora scrive. In ogni caso, se si ha la fortuna di avere un incontro individuale con lui, si scopre quanto la comunicazione non verbale sia efficace: la sua mimica e soprattutto i suoi occhi tasmettono sempre qualcosa di estremamente intenso. Anche se quindi non è possibile comunicare verbalmente, si può instaurare con lui un dialogo silenzioso, che appare ancora più profondo di quello parlato.
L’onda di calore che emana è come un’avvolgente coperta dispensatrice di pace, frutto di una vita vissuta secondo i precetti dello Yoga: primo tra tutti la non violenza. I suoi consigli mirano a riportare tutto all’essenziale e alla semplicità
YOGA NIDRA (RILASSAMENTO PROFONDO) E MEDITAZIONE AL SUONO DEL SITAR
simomanu

Venerdi 7 marzo dalle 19.00 alle 20.15 gli allievi, tramite un profondo rilassamento,verranno portati alla distensione al fine di liberare e rilassare il corpo e ripulire la mente da pensieri e tensioni. Dopo la recitazione di un mantra, la meditazione, accompagnata dalle note del sitar.

centro yoga zenith genova
Conduttrice : Simona Cappello
Al Sitar : Emanuele Milletti
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38 / 2 Genova – cell. 347 9186722

simomill

YOGA NIDRA (RILASSAMENTO PROFONDO) E MEDITAZIONE AL SUONO DEL SITAR

Venerdi 14 febbraio dalle 19.00 alle 20.00 gli allievi, tramite un profondo rilassamento,verranno portati alla distensione al fine di liberare e rilassare il corpo e ripulire la mente da pensieri e tensioni. Dopo la recitazione di un mantra, la meditazione, accompagnata dalle note del sitar.

Conduttrice : Simona  Cappello
Al Sitar : Emanuele Milletti
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38 / 2 Genova – cell. 347 9186722

Conduttrice : Simona  Cappello
Al Sitar : Emanuele Milletti
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38 / 2 Genova – cell. 347 9186722

Dal fuoco prorompente alla freschezza dell’acqua
Come imparare a gestire e superare la rabbia
Martedi’ 28 gennaio dalle 19 alle 20,30
Incontro finalizzato alla percezione e all’ ascolto dell’ emozione negativa che genera la rabbia e al
lavoro a livello energetico per affievolirla , gestirla ed eliminarla.
Verranno usate tecniche di automassaggio per far fluire e sbloccare tutto cio’ che la paura inibisce
( respiro , emozioni , ecc. ) in modo da sentirsi meglio ed affrontare in modo diverso il rapporto con gli altri.
La rabbia nasce dal fegato , dal plesso solare sede dell’ elemento fuoco.
Nasce da esso e lo alimenta.
Verranno cosi’ poi eseguite posizioni yoga incentrate sull’ elemento acqua,  che il fuoco spegne.
Il lavoro sull’ acqua aiuta alla comprensione ad adattarci , rilassarci , lasciarci andare , lasciare scorrere tutto cio’ che puo’ essere causa di rabbia.
Verranno poi eseguite altre tecniche di gruppo per rinforzare la propria personalita’ , la capacita’ di autocontrollo , la sicurezza in se stessi.
Il tutto sempre finalizzato a sminuire tutto cio’ che nel quotidiano puo’ provocare rabbia.
L’ incontro sara’ accompagnato dalle note del Sitar ( strumento a corde tradizionale indiano ) di Emanuele Milletti.
Le vibrazioni del suono entreranno dentro di noi per migliorare la nostra energia , il nostro sentire , il nostro rilassamento.
Un esperienza da non perdere !!!
Conduttrice : Simona  Cappello
Al Sitar : Emanuele Milletti
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38 / 2 Genova – cell. 347 9186722
Dal fuoco prorompente alla freschezza dell’acqua
milnote
Come imparare a gestire e superare la rabbia
Martedi’ 28 gennaio dalle 19 alle 20,30

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Incontro finalizzato alla percezione e all’ ascolto dell’ emozione negativa che genera la rabbia e al lavoro a livello energetico per affievolirla , gestirla ed eliminarla.
Verranno usate tecniche di automassaggio per far fluire e sbloccare tutto cio’ che la paura inibisce ( respiro , emozioni , ecc. ) in modo da sentirsi meglio ed affrontare in modo diverso il rapporto con gli altri.
La rabbia nasce dal fegato , dal plesso solare sede dell’ elemento fuoco.
Nasce da esso e lo alimenta.
Verranno cosi’ poi eseguite posizioni yoga incentrate sull’ elemento acqua,  che il fuoco spegne.
Il lavoro sull’ acqua aiuta alla comprensione ad adattarci , rilassarci , lasciarci andare , lasciare scorrere tutto cio’ che puo’ essere causa di rabbia.
Verranno poi eseguite altre tecniche di gruppo per rinforzare la propria personalita’ , la capacita’ di autocontrollo , la sicurezza in se stessi.
Il tutto sempre finalizzato a sminuire tutto cio’ che nel quotidiano puo’ provocare rabbia.
L’ incontro sara’ accompagnato dalle note del Sitar ( strumento a corde tradizionale indiano ) di Emanuele Milletti.
Le vibrazioni del suono entreranno dentro di noi per migliorare la nostra energia , il nostro sentire , il nostro rilassamento.
Un esperienza da non perdere !!!
Conduttrice : Simona  Cappello
Al Sitar : Emanuele Milletti
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38 / 2 Genova – cell. 347 9186722
chakra