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Categoria: Discipline Olistiche

Bagno di Gong :
immergersi nel suono per ritrovare se stessi

g

Sabato 4 febbraio ore 17-18.30
Centro Yoga Zenith
Cso Torino 38/2
Tel.3479186722


Il Bagno di Gong è un metodo per ritrovare l’armonia e per prendersi cura di corpo, mente e spirito. Ogni sessione, chiamata “Bagno di Gong” o “Massaggio Vibrazionale”, prevede la presenza di un suonatore di Gong. Le persone che ricevono l’energia sonora restano distese a terra, preferibilmente con gli occhi chiusi, in un ambiente rilassante. L’unica richiesta è lasciarsi andare mentre le vibrazioni dei Gong lavorano in profondità su tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale. Durante il bagno di Gong si prova la sensazione di essere cullati dalle onde e di essere massaggiati in tutto il corpo. Il bagno di Gong è un metodo di riposo e rilassamento molto efficace, un’ottima terapia antistress, contro la depressione e l’esaurimento. Prima di un bagno di Gong è consigliabile esprimere un’intenzione, come superare un ostacolo, raggiungere un obiettivo, eliminare una difficoltà, così l’energia del Gong lavorerà con più efficacia.

Conduttrice Anzalone Daniela, Naturopata e Suonatrice di Gong.

Per la partecipazione è obbligatoria la conferma.

Vi aspetto numerosi per condividere questo spazio sacro di unione con noi stessi e con le vibrazioni dell’universo.

L’ansia, questa (s)conosciuta
Un cammino verso la gestione dell’ansia attraverso un lavoro sulla stabilità,l’equilibrio e la fiducia in se stessi.
Venerdi 14 novembre dalle 19.00 alle 20.30 c/o Centro Yoga Zenith Genova
Lo scopo dell’incontro è quello di imparare a gestire l’ansia,uno stato psichico caratterizzato da una sensazione di paura e di preoccupazione più o meno motivata,più o meno intensa e duratura e purtroppo fonte di stress e insicurezza nelle persone che la vivono.
Verranno eseguiti scioglimenti e posizioni yoga volti al rafforzamento e flessibilità del proprio corpo e di conseguenza della propria mente. Più ci si rafforza nel fisico più ci si sente stabili e sicuri tanto che le situazioni difficili da affrontare giorno dopo giorno,con il tempo verranno viste in una prospettiva diversa.
Verranno poi eseguite altre tecniche di gruppo ancora finalizzate alla conquista della radicatezza della stabilità,della stima e fiducia in se stessi. E poi tecniche di rilassamento e di ascolto.
L’incontro sarà accompagnato dal suono del sitar (strumento a corde tradizionale indiano) di Emanuele Milletti. Il suono e le sue vibrazioni ci aiuteranno a lasciare andare le tensioni inutili,a lasciare andare problemi e ansia,ad ascoltarci nel profondo.
Vi aspettiamo
Conduttrice Simona Cappello
Al sitar Emanuele Milletti
Per info e prenotazioni: Centro Studi Yoga Zenith
corso Torino 38/2 cell 347 9186722

L’ansia, questa (s)conosciuta

simositar

Un cammino verso la gestione dell’ansia attraverso un lavoro
sulla stabilità, l’equilibrio e la fiducia in se stessi.

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Venerdi 14 novembre dalle 19.00 alle 20.30 c/o Centro Yoga Zenith Genova

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Lo scopo dell’incontro è quello di imparare a gestire l’ansia,uno stato psichico caratterizzato da una sensazione di paura e di preoccupazione più o meno motivata,più o meno intensa e duratura e purtroppo fonte di stress e insicurezza nelle persone che la vivono.
Verranno eseguiti scioglimenti e posizioni yoga volti al rafforzamento e flessibilità del proprio corpo e di conseguenza della propria mente. Più ci si rafforza nel fisico più ci si sente stabili e sicuri tanto che le situazioni difficili da affrontare giorno dopo giorno,con il tempo verranno viste in una prospettiva diversa.
Verranno poi eseguite altre tecniche di gruppo ancora finalizzate alla conquista della radicatezza della stabilità,della stima e fiducia in se stessi. E poi tecniche di rilassamento e di ascolto.
L’incontro sarà accompagnato dal suono del sitar (strumento a corde tradizionale indiano) di Emanuele Milletti. Il suono e le sue vibrazioni ci aiuteranno a lasciare andare le tensioni inutili,a lasciare andare problemi e ansia,ad ascoltarci nel profondo.
Vi aspettiamo
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Conduttrice Simona Cappello
Al sitar Emanuele Milletti
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Per info e prenotazioni: Centro Studi Yoga Zenith
corso Torino 38/2 cell 347 9186722

Sabato 18/10 ore 20.00 – 24.00
Domenica 19/10 ore 9,30 – 19,30
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38/2 Genova
Tel.  347 9186722

reiki

Il Reiki è una semplice ed efficace tecnica di riduzione dello stress, di rilassamento e di ripristino della salute fisica attraverso l’uso della cosiddetta “energia universale”, ovvero l’energia che permea l’universo e costituisce il “mattone” fondamentale di ogni cosa vivente o inanimata, come ben ha descritto la fisica moderna. Il Reiki è spesso definito come una tecnica di auto-guarigione, in quanto, sebbene l’energia si possa trasmettere anche ad altre persone, viene in genere utilizzata principalmente dal reikista su di sé. Proprio in questo sta la bellezza del Reiki: nella sua versatilità, nella possibilità di adattarne tempi e modi alle proprie esigenze ed al proprio stile di vita, come un dono fatto a se stessi.
Il Reiki non ha dunque nulla a che vedere con religioni, sette e filosofie, ma è invece una semplice tecnica che chiunque può praticare, ed ha come punti di forza principali:
- l’estrema semplicità, con la conseguente facilità dell’apprendimento (circa 12 ore di corso, in genere in un fine settimana o in tre serate consecutive);
- l’immediata verifica delle sue possibilità (già durante il corso l’energia inizia a scorrere ed è quindi possibile sperimentare immediatamente i suoi benefici);
- la potente azione riequilibrante che si manifesta anche a livello emotivo e mentale della persona;
- l’assenza di controindicazioni. (Da http://www.ilreiki.it/)

YOGA NIDRA (RILASSAMENTO PROFONDO) E MEDITAZIONE AL SUONO DEL SITAR
simomanu

Venerdi 7 marzo dalle 19.00 alle 20.15 gli allievi, tramite un profondo rilassamento,verranno portati alla distensione al fine di liberare e rilassare il corpo e ripulire la mente da pensieri e tensioni. Dopo la recitazione di un mantra, la meditazione, accompagnata dalle note del sitar.

centro yoga zenith genova
Conduttrice : Simona Cappello
Al Sitar : Emanuele Milletti
Centro Studi Yoga Zenith – C.so Torino 38 / 2 Genova – cell. 347 9186722

IL SUONO DELLA TERRA
Martedi’ 22 ottobre ore 19.00/20.30
incontro laboratorio sulla stabilita’,equilibrio e la conquista della sicurezza attraverso la pratica yoga. scioglimenti,posizioni,pratiche di yoga nidra al fine di risvegliare l’energia dell’elemento terra. la pratica sara’ accompagnata dalle note del sitar (antico strumento a corde indiano) mirabilmente suonato da Emanuele Miletto,che dopo studi in italia,ha approfondito la tecnica a Varanasi con un Maestro indiano
IL SUONO DELLA TERRA
Martedi’ 22 ottobre ore 19.00/20.30
***
Incontro laboratorio sulla stabilita’, equilibrio e la conquista della sicurezza attraverso la pratica yoga. Scioglimenti, posizioni, pratiche di Yoga Nidra al fine di risvegliare l’energia dell’elemento Terra.
La pratica sara’ accompagnata dalle note del sitar (antico strumento a corde indiano) mirabilmente suonato da Emanuele Milletti, che dopo studi in Italia, ha approfondito la tecnica a Varanasi con un Maestro Indiano.

YV7J0074Piccoli consigli sul fluire dell’Energia
L’importanza del corpo nella crescita spirituale
Articolo di Daniela Borgini da Solaris

Secondo la nota formula di Einstein “E=m*c^2” si deduce che materia ed energia sono in realtà due aspetti della stessa oggettività, i fondamenti della Fisica Quantistica affermano che non esiste una realtà obiettiva della materia e che il suo stato oggettivo è caratterizzato da un addensamento energetico. E’ quindi l’ Energia Vitale (il Prana degli indiani o il Chi dei cinesi) che attraverso il continuo fluire crea e modifica incessantemente ogni realtà. Secondo quanto scritto sopra anche ogni cellula del nostro corpo altro non è che Energia Vitale in continua metamorfosi, il cui stato di salute, le cui vibrazioni dipendono solo da noi, dalla qualità della nostra vita e dei nostri pensieri. Tutti noi, per poter vivere, abbiamo bisogno di energia vitale. Quando l’energia vitale è esaurita completamente subentra la morte. Ci sono persone che, disponendo di molta energia vitale, vivono una vita piena e realizzata ed altre che, avendo poca energia vitale, sono stanche, esauste, nervose, frustrate, sofferenti e soggette a molti tipi di malattia. La maggior parte di queste persone invecchia precocemente e ha un’ età biologica molto maggiore di quella anagrafica.
La capacità e possibilità di incrementare e lasciar fluire l’Energia è in tutti noi.
Assorbiamo Energia:
- respirando correttamente
- alimentandoci con cibi leggeri e genuini
- praticando Yoga o Tai Chi
- mantenendo posture corrette
* Un respiro consapevole, che vada oltre la soglia della superficialità, rivitalizza e nutre costantemente i nostri organi vitali,
* una cucina poco elaborata, fatta di semplici cibi biologici facilmente assimilabili, ci rifornisce di energia dalle vibrazioni sottili,
* la pratica quotidiana di esercizi fisici mirati ad incrementare e non disperdere le energie corporee, che aiuti anche a tenere la mente quieta, eleva le vibrazioni energetiche ad ottave superiori,
* dobbiamo infine allenarci a camminare, sederci e dormire assumendo posture corrette, così che la colonna vertebrale sia sempre eretta e ben allineata.
Read more: http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1773#ixzz2dzynYV4c
Secondo la nota formula di Einstein “E=m*c^2” si deduce che materia ed energia sono in realtà due aspetti della stessa oggettività, i fondamenti della Fisica Quantistica affermano che non esiste una realtà obiettiva della materia e che il suo stato oggettivo è caratterizzato da un addensamento energetico. E’ quindi l’ Energia Vitale (il Prana degli indiani o il Chi dei cinesi) che attraverso il continuo fluire crea e modifica incessantemente ogni realtà. Secondo quanto scritto sopra anche ogni cellula del nostro corpo altro non è che Energia Vitale in continua metamorfosi, il cui stato di salute, le cui vibrazioni dipendono solo da noi, dalla qualità della nostra vita e dei nostri pensieri. Tutti noi, per poter vivere, abbiamo bisogno di energia vitale. Quando l’energia vitale è esaurita completamente subentra la morte. Ci sono persone che, disponendo di molta energia vitale, vivono una vita piena e realizzata ed altre che, avendo poca energia vitale, sono stanche, esauste, nervose, frustrate, sofferenti e soggette a molti tipi di malattia. La maggior parte di queste persone invecchia precocemente e ha un’ età biologica molto maggiore di quella anagrafica.
La capacità e possibilità di incrementare e lasciar fluire l’Energia è in tutti noi.
Assorbiamo Energia:
- respirando correttamente
- alimentandoci con cibi leggeri e genuini
- praticando Yoga o Tai Chi
- mantenendo posture corrette
* Un respiro consapevole, che vada oltre la soglia della superficialità, rivitalizza e nutre costantemente i nostri organi vitali,
* una cucina poco elaborata, fatta di semplici cibi biologici facilmente assimilabili, ci rifornisce di energia dalle vibrazioni sottili,
* la pratica quotidiana di esercizi fisici mirati ad incrementare e non disperdere le energie corporee, che aiuti anche a tenere la mente quieta, eleva le vibrazioni energetiche ad ottave superiori,
* dobbiamo infine allenarci a camminare, sederci e dormire assumendo posture corrette, così che la colonna vertebrale sia sempre eretta e ben allineata.
Ci portiamo seduti in posizione ferma e comoda. Occhi chiusi, respirazioni lente e profonde.
Stiamo entrando in uno spazio diverso: eliminiamo ogni pensiero, ogni preoccupazione; portiamo l’attenzione al respiro: sentiamo che in noi entra prâna, l’energia vitale, che sostiene ogni essere vivente. Tutto il nostro corpo se ne colma.
Col nostro essere in unità ora ci apprestiamo ad iniziare la nostra sâdhana (pratica spirituale).
Nota: la serie qui proposta non è adatta ai principianti, che dovranno eseguire prima una sequenza di riscaldamento e praticare solo sotto la supervisione di un insegnante qualificato.
Sarvângâsana – la candela
Lentamente sciogliamo la posizione.
Ci rilassiamo qualche attimo, rimanendo concentrati su Vishuddha ed immaginiamo di respirare con la gola, lentamente. Il prâna entra a poco a poco e colma le vertebre cervicali; un attimo di pausa, immaginando calore nel chakra nel quale siamo concentrati, poi espiriamo altrettanto lentamente. Ripetiamo questa respirazione altre due volte.
Halâsana – l’aratro
Ritorniamo al tappetino con movimento continuo e lento e ci abbandoniamo per un momento eliminando ogni contrazione del corpo, abbinando mentalmente alla respirazione il mantra so ‘ham («io sono Quello» – so durante l’inspirazione, ‘ham durante l’espirazione). Teniamo la mente concentrata sul nostro respiro.
Lentamente l’attenzione si sposta al corpo. Viviamo ora una posizione di compensazione, che libera e tonifica il collo e facilita la respirazione toracica e clavicolare.
Matsyâsana – il pesce
Sciogliamo la posizione lentamente. Cerchiamo di essere presenti con tutto il nostro essere anche nelle pause. Respiriamo in Ujjayi. Il respiro esce con un leggero suono che ricorda l’onda della risacca che arriva fino ai nostri piedi, poi espirando si allontana. Siamo presi dall’immensità dell’oceano.
Siamo distesi, alziamo le braccia lentamente e le portiamo al terreno, oltre la testa.
Pascimottanâsana – la pinza
Dopo aver allungato la colonna vertebrale ed esserci concentrati (a seconda della posizione raggiunta) per i principianti a Mûlâdhâra chakra e per i più avanzati in Manipûra chakra, lentamente torniamo distesi. Rilassandoci, sentiamo un senso di scioltezza e di benessere.
Poi la concentrazione va alla respirazione: un Bhastrikâ («mantice») leggero e rapido renderà il diaframma più mobile e lo libererà da ogni contrazione.
Terminato il prânâyâma cominciamo a visualizzare dentro di noi e vivere la posizione successiva.
Bhujangâsana – il cobra
Sciogliamo lentamente la posizione, portando prima il mento, poi il naso ed infine la fronte al terreno. Portiamo le mani a terra, la destra sopra la sinistra, la guancia sinistra sulla mano destra.
Ascoltiamo la nostra colonna vertebrale ed iniziando dal basso cantiamo mentalmente i bîja-mantra (LAM, VAM, RAM, YAM, HAM, OM) 3 volte, spostando la concentrazione su ogni chakra, quindi proseguiamo la sâdhana.
Salabhâsana – la locusta
Quando abbiamo completato la posizione ritorniamo con le braccia davanti al viso, a terra. Mano sinistra sopra la destra, guancia destra sulla mano sinistra.
Portiamo l’attenzione sull’area pelvica; sappiamo che Mûlâdhâra è situato fra genitali ed ano, ma immaginiamo di vederne l’immagine alla base della colonna vertebrale: all’interno di una zona gialla un fiore di loto con quattro petali rossi e al centro un quadrato. Meditiamo quindi sul quadrato: cosa indica questo simbolo?
Riportiamo ora attenzione al nostro corpo, disteso sul tappetino, e ci prepariamo all’ultimo piegamento all’indietro.
Dhanurâsana – l’arco
Sciogliamo la posizione e ci rilassiamo, rimanendo distesi sul ventre. La concentrazione va portata a Manipûra e lì visualizziamo un triangolo rosso con la punta verso il basso. Ad ogni inspirazione il colore rosso si accende e sembra che bruci come una brace, durante l’espirazione sembra spegnersi. Ripetiamo diverse volte.
La concentrazione si impara anche in queste pause. Ricordiamo che anche le pause fanno parte della sâdhana, quindi coinvolgiamo tutto il nostro essere e facciamo in modo che la mente sia concentrata su quello che facciamo.
Completiamo la serie dei piegamenti avanti e indietro con una torsione.
Ardha Matsyendrâsana
Sciolta la posizione, che stira e allunga tutti i muscoli tramite la torsione della colonna vertebrale, portiamo le braccia a terra oltre la testa e uniamo i pollici delle mani, premendo i polpastrelli uno contro l’altro. Mentre i muscoli del nostro corpo si distendono ci concentriamo sulle sensazioni che avvertiamo nel punto di contatto.
Torniamo infine con le mani ai fianchi e ci prepariamo mentalmente all’ultima posizione della sequenza.
Sîrsâsana – la posizione sulla testa
Scendiamo lentamente ma non riprendiamo subito la posizione distesa: poniamo le mani a pugno una sull’altra, la testa appoggiata ai pugni ed attendiamo qualche attimo prima di distenderci supini; descriviamo quindi dei movimenti lenti con la testa, verso destra e verso sinistra, abbinati alla respirazione. Quando sentiamo che la circolazione sanguigna è ripristinata normalmente ci portiamo seduti.
Immaginiamo all’altezza del cuore un uovo dorato: dopo qualche minuto di concentrazione – per trasformare l’immaginazione in visualizzazione – cominciamo a respirare lentamente col naso: ad ogni inspirazione questa luce si allarga, espandendosi leggermente nello spazio dentro ed infine intorno al nostro corpo. Effettuare almeno undici inspirazioni ed espirazioni prima di arrivare a sentire che ora quell’uovo dorato si è espanso tanto da contenere tutto il nostro essere.
Rimaniamo qualche minuto concentrati su questa immagine, che rappresenta la nostra realizzazione; visualizziamoci pieni di luce e ripetiamo tre volte: «io voglio la mia realizzazione». Poi, seguendo il percorso inverso, osserviamo la luce che si contrae fino a visualizzare l’uovo dorato all’altezza del cuore. Ripetiamo infine: «io sono quel seme eterno» (so ‘ham).
A poco a poco lasciamo svanire l’immagine, ci distendiamo e ci abbandoniamo, continuando a ripetere mentalmente: «io sono quel seme eterno», finché il mantra non si dissolve in una vibrazione che ci pervade.
di MP

candela2Tratto dal sito Yoga.it

Ci portiamo seduti in posizione ferma e comoda. Occhi chiusi, respirazioni lente e profonde.

Stiamo entrando in uno spazio diverso: eliminiamo ogni pensiero, ogni preoccupazione; portiamo l’attenzione al respiro: sentiamo che in noi entra prâna, l’energia vitale, che sostiene ogni essere vivente. Tutto il nostro corpo se ne colma.

Col nostro essere in unità ora ci apprestiamo ad iniziare la nostra sâdhana (pratica spirituale).

Nota: la serie qui proposta non è adatta ai principianti, che dovranno eseguire prima una sequenza di riscaldamento e praticare solo sotto la supervisione di un insegnante qualificato.

  1. Sarvângâsana – la candela

Lentamente sciogliamo la posizione.

Ci rilassiamo qualche attimo, rimanendo concentrati su Vishuddha ed immaginiamo di respirare con la gola, lentamente. Il prâna entra a poco a poco e colma le vertebre cervicali; un attimo di pausa, immaginando calore nel chakra nel quale siamo concentrati, poi espiriamo altrettanto lentamente. Ripetiamo questa respirazione altre due volte. continua…

savasanaLo Yoga Nidra agisce sugli squilibri ormonali
meditare.net

Nelle donne con problemi mestruali quali dismenorrea, oligomenorrea, menorragia, metrorragia e ipomenorrea è risultata utile la pratica dello yoga nidra. Lo studio.

Lo Yoga Nidra è anche conosciuto come lo “Yoga del sonno” perché quando lo si pratica sembra che si stia dormendo. In realtà si è solo concentrati: difatti la pratica di questa disciplina prevede la concentrazione della mente in un unico punto. Ci si riposa – per così dire – ma la consapevolezza rimane profonda grazie alla coscienza che è attiva. Si ritiene che una sola mezz’ora di pratica dello Yoga Nidra equivalga al riposo che si ottiene con tre ore di sonno. Per praticare lo Yoga Nidra non è necessario essere degli yogi esperti, o assumere chissà quali improbabili posture: si può infatti praticare restando comodamente sdraiati. …
Lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori della Chhatrapati Sahuji Maharaj Medical University, nello Stato di Uttar Pradesh, nell’India Settentrionale, ed i relativi risultati sono stati pubblicati tra le pagine della rivista scientifica Journal of Alternative and Complementary Medicine.

simolotoLa respirazione yogica completa
di Renato Corradin
Fonte Yoga.it

Consiste in tre fasi successive legate da un armonico atto e costituisce la respirazione ideale
«Lo yoga esiste da oltre quattromila anni, ma forse è nuovo per voi.
Lo yoga conferisce il dominio dei sensi e vi libera dalla loro schiavitù.
Lo yoga non consiste solamente nel tenersi in equilibrio sulla testa, come molti credono, ma insegna ad affrontare la vita con i piedi ben piantati in terra.
Questa disciplina SENZA ESSERE UNA RELIGIONE tutte le contiene, non essendo contraria a nessuna di esse.
Lo yoga dona ai giovani la saggezza dell’esperienza e agli anziani il segreto della giovinezza.
Lo yoga vi farà conoscere qualcuno che prima sicuramente ignoravate: il vostro proprio sé». Swami Satchidananda

Questa scienza, che ha sfidato i secoli, è come una goccia di verità nell’oceano inquinato che è la vita moderna. Ora viviamo in una civiltà che ci impone modi di vita innaturali: non sappiamo più respirare; mangiamo troppo ed in malo modo; ignoriamo l’arte del rilassamento psico-fisico, presi come siamo dal ritmo stressante della vita che conduciamo.
La pratica dello yoga consente di ottenere benefici sul piano fisico, mentale e spirituale, ma soprattutto costituisce una via di ricerca dell’UOMO INTERIORE.
Una delle pratiche più importanti e spesso sottovalutate è la respirazione. continua…

L’autostiramento della colonna vertebrale
di Amadio Bianchi tratto da Solaris.it

Già nei testi più antichi ed ortodossi a cui lo yoga fa riferimento, come la Gheranda-samhita, la Hathayoga-pradipika (con il nome di pascimatana-asana) e la Siva-samhita ( anche con il nome di ugrasana, posizione fiera), questa postura (asana) viene considerata una delle migliori e più importanti posizioni classiche dello Hatha-yoga. Il suo nome, “pascimottana-asana”, ha dato luogo ad alcune interpretazioni a seconda del significato che si è voluto attribuire al termine pascima (ponente, ovest). Eccone alcune : posizione dello stiramento posteriore, posizione dello stiramento verso ponente. Altre, che mi sembrano sicuramente le più curiose, ma anche le più interessanti, sono le seguenti : pascima = ponente, ovest e, se riferito al corpo, è sicuramente la parte posteriore cioè la schiena ; tana = estendere nonché stirare; asana, normalmente tradotto con postura, viene da alcuni interpretato come sedile. Il termine tuttavia deriva dalla radice di un verbo sanscrito “as” che significa sedersi o stare seduti. Si tratta, in fondo, della tipica situazione riferita alla meditazione, la cui caratteristica è quella di ottenere stabilità fisica e mentale (stiram) e benessere (sukam). La posizione deve dunque essere praticata con comodità e stabilità ma, soprattutto, con mente serena. continua…