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Archivio

Archivio per marzo 2010

yoga-meditationL’importanza della meditazione
di Mimma Campiti, allieva del Centro Yoga Zenith di Genova

Nello yoga classico si pratica la sadhana anche attraverso la meditazione tradizionale per acquietare la mente. La vera meditazione non va cercata, deve venire a noi. Non è un’ora di meditazione sistematica che mi può far raggiungere lo stato di beatitudine, che sovente sorge inaspettato al levar del sole senza aver fatto nessuna pratica specifica. E’ solo lo spettacolo meraviglioso del sorgere del sole che cambia lo stato di coscienza. E mi porta nel cuore tanta gioia. Questo è entrare nel divino e sentire l’appartenenza alla famiglia umana. La mente così allargata è chiamata mente universale. Ci possiamo sedere tranquillamente e aspettare umilmente che la meditazione venga a noi. La meditazione è anche lo stato di osservazione distaccato che può avvenire durante le attività della vita quotidiana. La meditazione diventa contemplazione quando non è più un esercizio con delle tecniche che devo eseguire, ma uno stato mentale che sorge spontaneo al di là di ogni tecnica. E’ un allargamento della coscienza. La meditazione è quando la mente si concentra su qualche soggetto. Nella contemplazione c’è la fusione tra il soggetto e l’oggetto. Camminando nella foresta e osservando gli alberi, si può immediatamente entrare in meditazione, in contemplazione o in samadhi. Per ottenere questo stato è necessario praticare lo yoga integrale e vivere per il divino. La meditazione diventa dinamica nelle attività quotidiane e non solo per un periodo ristretto di tempo. Sovente in questo periodo di tempo dedicato alla meditazione tradizionale, la mente non è quieta. L’importante è portare la coscienza in uno stato di coscienza e di gioia. Bisogna rimanere in questo stato di coscienza tutto il giorno e non solo un’ora al mattino. Le attività quotidiane ordinarie vengono vissute in un altro stato di coscienza e offerte al divino. Il primo insegnamento proveniente dalle antichità è fondato sul fatto che l’uomo diventa ciò che pensa. Il pensiero non si limita a influenzare la natura di un individuo, ma addirittura la costruisce. Se ad esempio noi coltiviamo quotidianamente una mente negativa, anche se ci sediamo due volte al giorno per praticare una qualche forma di meditazione, abbiamo ben poche speranze di realizzare stati di coscienza positivi ed elevati. Mentre meditiamo, anche se la tecnica utilizzata è veramente efficace, siamo noi stessi ad applicarla e a darle il “carburante” per compiere ciò per cui è stata concepita. Se la inondiamo di qualità negative, difficilmente essa ci porterà a stati positivi. Le tecniche meditative, da un certo punto di vista, possono essere considerate come degli amplificatori della direzione interiore che prendiamo nella vita. Se la mente è ricca di pensieri benevoli e di una propensione al bello, la meditazione amplificherà questa tendenza, portandoci verso esperienze spirituali di grande bellezza. Quando invece la mente è colma di visioni negative, egoistiche e oscure, le tecniche sono influenzate da queste qualità, con il risultato (non sicuro, ma probabile) di aumentare gli aspetti peggiori dell’ego. Noi siamo ciò che pensiamo. Nel corso della vita creiamo la nostra personale immagine della realtà, che può protendere verso il positivo o il negativo. Esiste quindi un rapporto diretto e fondamentale fra il nostro modo di pensare e l’efficacia delle pratiche contemplative e meditative. Le pratiche provenienti dallo yoga, e in genere dalla cultura spirituale orientale, partono da un presupposto di base fondato sulla ricerca della bellezza, della verità e dell’amore, all’interno della vita. Esse riconoscono la positività di fondo contenuta nell’esistenza e identificano ciò che è negativo come un’anomalia prodotta dalle illusioni mentali. Questa tradizione considera la mente come la principale (se non l’unica) responsabile della nostra percezione della realtà. La meditazione diventa uno strumento veramente potente quando è abbinata a un costante lavoro di purificazione del pensiero. Non è quindi possibile sperare che la meditazione agisca profondamente sulla nostra esistenza se non siamo disponibili a combattere giornalmente l’egoismo e il malessere prodotto dalle percezioni distorte di una mente non educata e non rigenerata.

pendolinoCorso di Radionica e Radiestesia
Sabato 10 e 17 aprile 2010 orario 9,30 – 18,30

La Radiestesia studia le irradiazioni emanate da tutto ciò che ci circonda e ci insegna ad utilizzare strumenti con cui possiamo intercettare tali vibrazioni (es. il pendolo)
La Radionica è l’applicazione pratica della radiestesia, poiché ci introduce all’utilizzo di circuiti grafici o solidi geometrici quali la piramide.

Ogni essere umano ha in sé la possibilità di accedere, con la mediazione di strumenti radiestesici , alla memoria universale o coscienza cosmica, cioè al Tutto. Possiamo paragonare questo “tutto” ad un’enorme infinita libreria che continene il sapere di ogni luogo e di ogni tempo. L’uomo da sempre ha cercato di trovare validi strumenti per accedere a questo sapere, poiché le sensazioni di armonia che scaturiscono dalla bellezza delle forme e dei suoni gli fecero pensare che potessero essere utilizzate come mezzi di conoscenza. Questi concetti si sono evoluti nel tempo integrandosi man mano con le nuove scoperte della scienza, come la fisica quantistica.
Il corso rappresenta un valido mezzo per apprendere metodi antichi e moderni per l’utilizzo pratico di queste teorie, conoscenze che permetteranno di raggiungere una maggiore armonia psicofisica e di imparare a considerarsi parte integrante della realtà che ci circonda.

Per informazioni contattare Gabriella al 3474277925 – [email protected]