La Concentrazione o Yoga consiste nell’impedire le modificazioni del principio pensante.
In altre parole, la mancanza di concentrazione del pensiero è dovuta al fatto che la mente, chiamata qui “il principio pensante”, è soggetta a delle costanti modificazioni a causa del suo disperdersi su di una molteplicità di soggetti. Così la “concentrazione” equivale alla correzione della tendenza alla dispersione ed al conseguimento di ciò che gli Indù chiamano “il punto unico” (2), o il potere di costringere la mente, in qualunque momento, a considerare un solo soggetto di pensiero, escludendone ogni altro. É su questo Aforisma che si impernia tutto il metodo del sistema. La ragione dell’assenza continua della concentrazione è che la mente è modificata da tutti i soggetti ed oggetti che le si presentano; essa è, per così dire, trasformata in quel soggetto od oggetto. La mente perciò, non è il potere supremo o più elevato; essa non è che una funzione, uno strumento con il quale l’anima lavora, percepisce le cose e compie delle esperienze. Neppure il cervello deve essere confuso con la mente, non essendo a sua volta che uno strumento di quest’ultima. Ne consegue che la mente ha un suo proprio piano, diverso da quello dell’anima e del cervello, per cui si dovrebbe imparare a far uso della volontà che è anch’essa un potere distinto dalla mente e dal cervello, in maniera tale da usare la mente come un nostro servitore ogniqualvolta e per quanto tempo lo desideriamo, per considerare qualunque cosa abbiamo scelto, invece di permetterle di vagare da un soggetto all’altro, secondo le loro sollecitazioni.
krishnaLa Concentrazione o Yoga consiste nell’impedire le modificazioni del principio pensante.
In altre parole, la mancanza di concentrazione del pensiero è dovuta al fatto che la mente, chiamata qui “il principio pensante”, è soggetta a delle costanti modificazioni a causa del suo disperdersi su di una molteplicità di soggetti. Così la “concentrazione” equivale alla correzione della tendenza alla dispersione ed al conseguimento di ciò che gli Indù chiamano “il punto unico”, o il potere di costringere la mente, in qualunque momento, a considerare un solo soggetto di pensiero, escludendone ogni altro. É su questo Aforisma che si impernia tutto il metodo del sistema. La ragione dell’assenza continua della concentrazione è che la mente è modificata da tutti i soggetti ed oggetti che le si presentano; essa è, per così dire, trasformata in quel soggetto od oggetto. La mente perciò, non è il potere supremo o più elevato; essa non è che una funzione, uno strumento con il quale l’anima lavora, percepisce le cose e compie delle esperienze. Neppure il cervello deve essere confuso con la mente, non essendo a sua volta che uno strumento di quest’ultima. Ne consegue che la mente ha un suo proprio piano, diverso da quello dell’anima e del cervello, per cui si dovrebbe imparare a far uso della volontà che è anch’essa un potere distinto dalla mente e dal cervello, in maniera tale da usare la mente come un nostro servitore ogniqualvolta e per quanto tempo lo desideriamo, per considerare qualunque cosa abbiamo scelto, invece di permetterle di vagare da un soggetto all’altro, secondo le loro sollecitazioni…continua a leggere