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Archivio per maggio 2014
Le Mudra, o più propriamente le Hasta Mudra, ( in sanscrito, letteralmente, sigillo della mano) sono gesti simbolici delle mani.
Daniela Borgini, yoga della Conoscenza, Yoga Imola La gestualità delle mani è sempre stata in tutte le culture una forma spontanea di espressione e comunicazione a cui l’uomo fa ricorso nella vita di tutti i giorni per sostituire o rafforzare la comunicazione verbale. Nella Bibbia si dice che gli ebrei pregavano aprendo entrambe le mani al cielo, come per raccoglierne i doni, il gesto era poi seguito dal portare le mani una sull’altra al centro del petto, in tal modo l’Energia Divina, prima assorbita attraverso il palmo delle mani, veniva irradiata al cuore. Il nostro attuale modo di pregare a mani unite, pare non essere arrivato a noi dall’alba del Cristianesimo, ma che sia stato introdotto nei riti cristiani durante il tardo Medioevo; alcune scuole di pensiero affermano che provenga dal gesto di “ammanettare i prigionieri” : con le mani congiunte l’uomo invoca pietà e diviene simbolo di sottomissione al suo Signore, al Creatore. Altre scuole di pensiero vedono il congiungere le mani un atavico gesto spontaneo, patrimonio cellulare dell’uomo che desidera condividere la propria interiorità con un’energia esteriore mistica e potente.
Nelle pratiche yogiche il gesto delle mani giunte dinnanzi al petto è assai ricorrente e prende il nome “Namaskara Mudra”che significa “Gesto di saluto”, è il Gesto che favorisce la connessione con l’Energia presente in ogni manifestazione della vita tanto umana che divina, dal sasso all’animale, all’uomo a Dio. Il congiungere il palmo delle mani all’altezza del cuore equivale a far vibrare nello yogi il concetto “l’Energia Divina in me riconosce e si fonde alla tua Energia divina”. Quando questo gesto è rivolto a persone o a divinità diventa “Namastè”. Nel rispetto delle regole induiste esistono ulteriori diversificazioni: le mani congiunte si collocano all’altezza del cuore con i propri pari, tra le sopracciglia per manifestare venerazione verso l’ altra persona, al di sopra della testa di fronte a divinità, santi e guru. “Mudra” è un termine sanscrito che letteralmente significa “Gesto, Sigillo”, svariati sono nell’Hatha yoga le Mudra praticate col corpo, 108 secondo le scritture sono le “Hasta Mudra” o gesti delle mani. La pratica degli Hasta Mudra impega il cervello e l’anima, influenzando l’Energia Vitale o Prana, nei piani tanto mentali che psichici e fisici.
La loro origine rimane avvolta nel mistero, poiché l’uso dei gesti della mano durante i rituali non è prerogativa indiana ma si ritrova anche in moltealtre culture del mondo più antico. Dice Annik de Souzenelle: “Ogni dito ha il suo segreto e la sua potenza. Tutti i gesti della mano e delle dita che gli yogi e le danzatrici sacre compiono, muovono delle energie che mettono l’uomo in una relazione con l’uno o l’altro aspetto della sua potenzialità divina”. Nei testi classici di Hatha yoga come l’ Hatayoga Pradipika e la Geranda Samhita, le Mudra (rigorosamente al femminile) sono elencate nei capitoli che riguardano il controllo del Prana, insieme ai Bandha (chiusure); mentre le Asana (posture del corpo) servono a rendere il corpo “stabile, sano e leggero”, le Mudra sono simbolo di una fase più evoluta durante la quale il praticante apprende una gestione approfondita dei flussi pranici e si impegna al risveglio dell’ Energia Kundalini, per il raggiungimento della meditazione. ( La Kundalini risiede allo stato latente nell’osso sacro, il suo nome deriva da “Kundala” che significa arrotolato, poiché giace avvolta in tre spire e mezzo) E’ scritto nell’ Hatayoga Pradipika : “Di conseguenza con ogni sforzo si perseveri nella pratica delle Mudra per risvegliare la signora addormentata (Kundalini) alla porta di Brahma” .
Nelle mani e nelle dita sono presenti diverse terminazioni nervose e secondo l’anatomia dei saggi orientali vi scorrono delle Nadi (canali energetici), in particolare proprio nelle punte delle dita terminano canali energetici importanti e quando riusciamo a migliorare l’energia nelle dita delle nostre mani otteniamo benefici negli organi vitali e nelle loro funzioni. Da molti fisiologi la nostra mano viene considerata come una sorta di proiezione del cervello nello spazio, con la sua possibilità di compiere da 20 a 40 milioni di movimenti. La liberazione delle mani e l’ opposizione del pollice sono stati due elementi chiave per il salto evolutivo dell’uomo, conducendolo in un ambito più mentale, di coscienza di sé, di potenziamento delle proprie possibilità psicomotorie. E’ immediato il collegamento cervello-mano, molto spesso le mani ci aiutano a descrivere il nostro pensiero anche nei particolari più dettagliati e mantenere le mani immobili ci provocherebbe certamente un senso di conflitto.
Read more: http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=2215#ixzz3299QChTv
simomudraMudra, la danza delle mani
Daniela Borgini da Solaris.it
Le Mudra, o più propriamente le Hasta Mudra, ( in sanscrito, letteralmente, sigillo della mano) sono gesti simbolici delle mani.
La gestualità delle mani è sempre stata in tutte le culture una forma spontanea di espressione e comunicazione a cui l’uomo fa ricorso nella vita di tutti i giorni per sostituire o rafforzare la comunicazione verbale. Nella Bibbia si dice che gli ebrei pregavano aprendo entrambe le mani al cielo, come per raccoglierne i doni, il gesto era poi seguito dal portare le mani una sull’altra al centro del petto, in tal modo l’Energia Divina, prima assorbita attraverso il palmo delle mani, veniva irradiata al cuore. Il nostro attuale modo di pregare a mani unite, pare non essere arrivato a noi dall’alba del Cristianesimo, ma che sia stato introdotto nei riti cristiani durante il tardo Medioevo; alcune scuole di pensiero affermano che provenga dal gesto di “ammanettare i prigionieri” : con le mani congiunte l’uomo invoca pietà e diviene simbolo di sottomissione al suo Signore, al Creatore. Altre scuole di pensiero vedono il congiungere le mani un atavico gesto spontaneo, patrimonio cellulare dell’uomo che desidera condividere la propria interiorità con un’energia esteriore mistica e potente.
Nelle pratiche yogiche il gesto delle mani giunte dinnanzi al petto è assai ricorrente e prende il nome “Namaskara Mudra”che significa “Gesto di saluto”, è il Gesto che favorisce la connessione con l’Energia presente in ogni manifestazione della vita tanto umana che divina, dal sasso all’animale, all’uomo a Dio. Il congiungere il palmo delle mani all’altezza del cuore equivale a far vibrare nello yogi il concetto “l’Energia Divina in me riconosce e si fonde alla tua Energia divina”. Quando questo gesto è rivolto a persone o a divinità diventa “Namastè”. Nel rispetto delle regole induiste esistono ulteriori diversificazioni: le mani congiunte si collocano all’altezza del cuore con i propri pari, tra le sopracciglia per manifestare venerazione verso l’ altra persona, al di sopra della testa di fronte a divinità, santi e guru. “Mudra” è un termine sanscrito che letteralmente significa “Gesto, Sigillo”, svariati sono nell’Hatha yoga le Mudra praticate col corpo, 108 secondo le scritture sono le “Hasta Mudra” o gesti delle mani. La pratica degli Hasta Mudra impega il cervello e l’anima, influenzando l’Energia Vitale o Prana, nei piani tanto mentali che psichici e fisici.
La loro origine rimane avvolta nel mistero, poiché l’uso dei gesti della mano durante i rituali non è prerogativa indiana ma si ritrova anche in moltealtre culture del mondo più antico. Dice Annik de Souzenelle: “Ogni dito ha il suo segreto e la sua potenza. Tutti i gesti della mano e delle dita che gli yogi e le danzatrici sacre compiono, muovono delle energie che mettono l’uomo in una relazione con l’uno o l’altro aspetto della sua potenzialità divina”. Nei testi classici di Hatha yoga come l’ Hatayoga Pradipika e la Geranda Samhita, le Mudra (rigorosamente al femminile) sono elencate nei capitoli che riguardano il controllo del Prana, insieme ai Bandha (chiusure); mentre le Asana (posture del corpo) servono a rendere il corpo “stabile, sano e leggero”, le Mudra sono simbolo di una fase più evoluta durante la quale il praticante apprende una gestione approfondita dei flussi pranici e si impegna al risveglio dell’ Energia Kundalini, per il raggiungimento della meditazione. ( La Kundalini risiede allo stato latente nell’osso sacro, il suo nome deriva da “Kundala” che significa arrotolato, poiché giace avvolta in tre spire e mezzo) E’ scritto nell’ Hatayoga Pradipika : “Di conseguenza con ogni sforzo si perseveri nella pratica delle Mudra per risvegliare la signora addormentata (Kundalini) alla porta di Brahma” .
Nelle mani e nelle dita sono presenti diverse terminazioni nervose e secondo l’anatomia dei saggi orientali vi scorrono delle Nadi (canali energetici), in particolare proprio nelle punte delle dita terminano canali energetici importanti e quando riusciamo a migliorare l’energia nelle dita delle nostre mani otteniamo benefici negli organi vitali e nelle loro funzioni. Da molti fisiologi la nostra mano viene considerata come una sorta di proiezione del cervello nello spazio, con la sua possibilità di compiere da 20 a 40 milioni di movimenti. La liberazione delle mani e l’ opposizione del pollice sono stati due elementi chiave per il salto evolutivo dell’uomo, conducendolo in un ambito più mentale, di coscienza di sé, di potenziamento delle proprie possibilità psicomotorie. E’ immediato il collegamento cervello-mano, molto spesso le mani ci aiutano a descrivere il nostro pensiero anche nei particolari più dettagliati e mantenere le mani immobili ci provocherebbe certamente un senso di conflitto.

Sedute dimostrative gratuite di Pranoterapia

kirlian2L’incontro, che si terrà sabato 10 maggio 2014 dalle 10.00 alle 12.00 presso il Centro Yoga Zenith Corso Torino 38/2 Genova, ha come scopo fondamentale quello di promuovere l’esatta immagine di questa disciplina bio-naturale e di farne conoscere i suoi benefici.

Solo su prenotazione

Noi siamo vivi e stiamo bene quando il prana “fluisce” in modo equilibrato. Se c’è una qualsiasi interferenza, un qualsiasi blocco, ecco che si determina la malattia. La guarigione, comunque ottenuta, non è altro che il ripristino dell’armonico rifluire dell’energia vitale. Questa energia può essere gestita. E’ quello che fa il pranoterapeuta. Egli, in sostanza, non fa altro che rimuovere con il suo tocco, il suo massaggio o il suo passaggio, tutta quella serie di blocchi che, per un motivo o per l’altro impediscono lo scorrere naturale del prana, il suo calmo pulsare secondo i ritmi della natura in tutta armonia. Il male, qualsiasi ne sia la causa, non importa se determinata da fattori esterni od interni, è sempre causato da qualcosa che scompiglia l’ordinato lavorio degli organi cellulari, un’interferenza o un blocco per cui gli stimoli non arrivano nel modo giusto, così causando disordine ed il proliferare della malattia….

(Ritengo sufficientemente esplicativo questo breve passaggio tratto dall’articolo “La Cura Pranica” postato sul sito Solaris.it).

L’incontro consiste in sedute di dieci-quindici minuti a scopo dimostrativo, per chi non conosce la Pranoterapia o ne ha soltanto sentito parlare.

Per prenotazioni rivolgersi al Centro Studi Yoga Zenith
Tel. 347 9186722