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Energia, questa sconosciuta
Secondo l’Ing. Marco Todeschini il veicolo principale dell’energia trasmessa dal pranoterapeuta è un campo elettromagnetico. Egli afferma che il corpo umano è una centrale elettrica che, seguendo i principi della fisica, può trasmettere, per induzione, ad un altro organismo, basse frequenze elettromagnetiche sulle parti ammalate, normalizzandone le cariche elettriche positive o negative; l’energia bioplasmatica o bioradiante emessa completa la normalizzazione energetica della zona alterata.

Come agisce?
Premessa necessaria per conoscere l’intimo meccanismo della pranoterapia è che le alterazioni morbose sono l’effetto di uno squilibrio energetico; ne consegue che, se questa situazione non viene riportata alla normalità, si instaura un ciclo patologico che può portare ai più profondi rivolgimenti psichici ed organici. E’ ormai assodato che nel nostro corpo esistono “zone di concentrazione dell’energia”; agendo su queste zone e sugli organi alterati o malati, il pranoterapeuta regola lo squilibrio energetico che si è determinato. (dott. Aureliano Baroli)

Quadro riassuntivo delle proprietà terapeutiche del prana
Un interessante paragrafo tratto da Biopranoterapia di Gabriele Laguzzi ed. Mediterranee cap. 2-11 pag. 51

Riteniamo utile, a questo punto della nostra trattazione, presentare in un quadro sintetico e riassuntivo tutte le proprietà terapeutiche delle chirofrequenze e del prana e le relative influenze sull’organismo umano.
In base a tutto ciò che abbiamo imparato fino a qui, possiamo senz’altro dedurre e affermare che le principali virtù terapeutiche del prana sono:
- Azione omeostatica, per il riequilibrio ed il ripristino di tutte le funzioni metaboliche e vitali, generate complessivamente dalle basse frequenze (ma non solo).
- Azione antidolorifica (antalgica, analgesica, anestetica ed antinevralgica), che si svolge – tra l’altro – stimolando la produzione di bioendorfine ed agendo contemporaneamente su talamo ed ipotalamo per attenuare la sensibilità e la percezione del dolore. L’azione anestetica è sostenuta anche dal calore primo (infrarosso) e secondo (basse frequenze) in azione congiunta sulle terminazioni sensitive dei nervi, attenuando così la sensazione dolorifica. Inoltre il maggior flusso sanguigno prodotto elimina le tossine accumulate con riduzione del dolore e rilassamento muscolare.
- Azione termica-vasodilatatrice-dinamizzante, che ha prima di tutto un effetto ipotensivo generale; oltre a ciò il calore, dilatando i vasi capillari, facilita l’afflusso del sangue e quindi di ossigeno r di elementi nutritivi insieme ad un aumento localizzato della temperatura del derma. Tutto ciò dinamizza il buon metabolismo cellulare.
- Azione antinfiammatoria, riferibile al maggior afflusso sanguigno prodotto dalla vasodilatazione (per effetto termico) che elimina nel contempo, come prodotti di rifiuto, umori vari, pus e tossine accumulatisi nel caso di infiammazioni.
- Azione depurativa, nelle zone più esposte all’irraggiamento pranico, dove si registra – con l’aumento della temperatura locale – anche una maggior attività delle cellule sudoripare con conseguente aumento della sudorazione e relativa maggior eliminazione di tossine.
- Azione antibatterica-antisettica-sterilizzante, con aumento della resistenza alle infezioni, dovuta alla maggior produzione di anticorpi da parte delle cellule del derma (in particolare per l’irraggiamento di bio-ultravioletti).
- Azione cicatrizzante, per l’aumento del fibrinogeno che è un colloide del sangue.
- Azione rilassante delle fibre muscolari.
- Azione ricostituente-energizzante e tonificante in generale che favorisce l’appetito e il sonno, diminuendo la tensione nervosa (in particolare per l’irraggiamento di bio-ultravioletti e di basse frequenze).
- Azione nelle patologie psicosomatiche, con la soluzione dei blocchi energetici e psicofisici.
- Azione di stimolo per la produzione della vitamina D, tramite le trasformazioni chimiche del colesterolo (indotte dai bio-utravioletti).