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Tag: genova

eftCorso EFT I livello (Base) approvato Eft-Italia / AAMET – Emotional Freedom Techniques
Teacher: Diego Mattarocci
Sabato 21 novembre 2009 h. 9.30-18.30
Luogo: Palestra Keep Fit Via Maxio, 7 Arenzano (GE)

Descrizione
EFT è la sigla di Emotional Freedom Techniques un sorprendente metodo naturale di auto-aiuto che rimuove gli effetti di emozioni ricordi e pensieri negativi e riattiva il potenziale di auto-guarigione del corpo. Questo “straordinario rimedio universale” si è ampiamente dimostrato efficace su centinaia di disturbi, siano essi di origine fisica, emozionale o mentale. La tecnica consiste nella stimolazione di una serie di punti del corpo corrispondenti ai 14 Meridiani energetici mantenendo l’attenzione della mente sul problema che si vuole risolvere.

Per approfondire
Consiglio il videocorso ed il manuale gratuiti “Il Codice del Benessere” di Andrea Fredi, fondatore di EFT-ITALIA http://www.eft-italia.it/index.htm
Corso di EFT livello 1 (Base)
Il Livello 1 (Base) è aperto a tutti.

Programma del corso
Segue le linee guida di EFT-ITALIA e AAMET ved. http://www.eft-italia.it/caratteristiche_corsi.htm
Il praticante riceverà una dispensa riassuntiva degli argomenti trattati.

Modalità di accesso
1. “Certificato” (rilascia attestato riconosciuto EFT-ITALIA e AAMET) costo 110eur
Si rivolge sia a coloro che sono interessati ad apprendere una tecnica di auto-aiuto da utilizzare per se stessi e per i propri familiari, parenti, amici; sia a coloro che intendono intraprendere un percorso formativo o imparare EFT per utilizzarla nella loro professione .
Rende possibile frequentare il Corso di Livello 2 (Intermedio) con qualunque formatore di EFT-ITALIA incluso Andrea Fredi (tra l’altro ne terrà uno a Genova, cosa rara, fine gennaio 2010 http://www.eft-italia.it/calendario_attivita_eft.htm) e consente di accedere alla rifrequenza del Livello 1 ad offerta libera.
2. “Libero” (non sarà rilasciato alcun attestato) costo 60eur
E’ rivolto a tutti. La persona può anche decidere in un secondo momento di fare l’upgrade a “Certificato”.

calligarisLettura e bilanciamento dello stato energetico emozione-organo, dinamica del ricordo, potere del sogno, quinta via
Data: 15 Settembre 2009 e 22 Settembre 2009
Luogo: GENOVA – c/o Centro Olistico DOMUS in Via Dante 2 int. 12. Palazzo della Borsa
La seduta è GRATIS, ma è necessaria la PRENOTAZIONE dato che i posti sono limitati. Per informazioni e iscrizioni contattare: Diego 3487993625 – email: pensierocrea@gmail.com

Il metodo elaborato da Flavio Grandini e Samantha Fumagalli, fondatori dell’Associazione Culturale Vega, nasce dalle scoperte di un illustre neurologo italiano dei primi del ‘900 Giuseppe Calligaris. Le ricerche di questo pioniere hanno aperto nuovi fronti per ciò che concerne le tecniche riflessologiche ampliandone le applicazioni verso gli ambiti propri delle terapie regressive/psicoterapiche (training autogeno, ipnosi) e delle pratiche evolutive (visualizzazione, meditazione, viaggio astrale). Egli individuò sulla pelle un fitto reticolo Energetico “organo di confine” tra Corpo e Psiche, scoprendo che tanto un malessere psichico (che si ripercuote su un organo fisico) quanto uno fisico possono essere “letti” sulla pelle, e, cosa ancora più sorprendente, che stimolando la pelle in modo adeguato si può bilanciare lo squilibrio energetico in modo da avviare risposte autonome e soggettive di auto-guarigione….leggi tutto

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LE DEFINIZIONI E LO SPIRITO DELLO YOGA
di Mimma Campiti, allieva del Centro Yoga Zenith di Genova

Partendo dalle definizioni dello Yoga classico che troviamo negli Yoga Sutra di Patanjali cita 4 parole che racchiudono l’essenza di cosa sia lo Yoga. Yogas – citta – vritti – nirodhah.
La parola yoga non sempre viene tradotta, si dice anche che sia un termine intraducibile.
Nelle lingue occidentali è spesso resa con la parola unione che, dal punto di vista della prospettiva in cui lo yoga classico si situa, che è quella del Samkhya, appare piuttosto riduttiva e anche erronea, in un certo senso. Dal punto etimologico del termine, dalla radice Yuj, da cui il latino Yugum, yoga significa disciplina, ma può anche configurarsi come unione. La sua matrice originaria, però, ci porta al significato di aggiogamento, disciplina. Lo yoga è essenzialmente una disciplina di corpo e mente, volto al mirodhah, termine di grande importanza anche nel lessico buddhista, che traduce cessazione, arresto. E’ quindi una disciplina del corpo – mente, volta all’arresto di citta vritti. Vritti significa letteralmente vortice, gorgo. Le vritti sono tutto quello che concerne il mondo interiore, l’ambito delle emozioni, del pensiero e l’ambito coscienziale del conscio e dell’inconscio. In sostanza sono tutte le fluttuazioni dell’universo mentale inteso come vortice, flusso costante dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e sentimenti. Citta è un termine che, nello yoga classico, incorpora tre termini in uno, cioè l’intelletto, che tecnicamente è la buddhi, il senso dell’io. Questa definizione di yoga propone, quindi, una integrazione attraverso l’aggiogare, il disciplinare mente e corpo, il fine ultimo dello yoga è quello volto all’arresto di tutte le fluttuazioni di intelletto, egoità, mente per ottenere la liberazione, l’integrazione definitiva che è il raggiungimento dell’isolamento finale, il Kaivalya, l’uscito definitiva dal divenire doloroso delle rinascite e delle ri-morti. Questa definizione viene poi accompagnata da tutta una serie di istruzioni su come sia possibile arrivare a un esito tanto straordinario, perché in sostanza si tratta di bloccare il flusso di citta. Tutto ciò che segue questo Sutra è l’illustrazione di come questa integrazione sia di fatto possibile, coniugando tutta una serie di discipline pratiche legate al corpo, ma soprattutto alla mente. A questo proposito c’è una seconda definizione, tratta dal commento più celebre agli Yoga Sutra, che è quello attribuito a Vyasa dove viene data una definizione fulminante di che cosa sia lo yoga. Vyasa usa un termine solo: “Yoga Samadhi”. Che cosa significa samadhi? Spesso, come la parola Yoga, è un termine che non viene tradotto. Ma se volessimo dare una traduzione letterale, potremmo dire che samadhi significa raccoglimento. Ed è solo attraverso i diversi gradi della pratica del samadhi, che è possibile raggiungere l’arresto delle fluttuazioni della mente, il fine ultimo dello yoga. Vi sono anche altre definizioni dello yoga contenute in quel testo celeberrimo dall’importanza trasversale a tutte le tradizioni filosofiche e religiose dell’India che è la Bhagavad Gita. Due in particolare: la prima è nel secondo capitolo verso 48 “Lo yoga è equanimità“, che significa che bisogna essere totalmente e perfettamente inseriti nella vita attiva, del mondo sia a livello del proprio lavoro sia a livello familiare ma, al tempo stesso, secondo la dottrina del Karma Yoga, senza attaccamento egoico relativamente ai frutti dell’azione, essendo cioè liberi dall’esito. Questo ideale consiste in un essere pienamente in quello che si fa, un agire con passione e al meglio delle proprie capacità, con un’attenzione a trecentosettanta gradi che deve essere esercitata sempre. E’ un essere consapevoli del “qui e ora”, come i maestri non si stancano di ripetere, ma senza attaccamento rispetto ai frutti che inevitabilmente ne derivano. E questo è il contrario dell’indifferenza ed è la grande sfida del Karma yoga della Gita. Il tema dell’attenzione è il fondamento dell’amore. Non posso amare se non sono attento, consapevole, non solo rispetto al mio universo interiore, ai miei pensieri, ma anche alle necessità di chi incontro. Il tema dell’attenzione riguarda non soltanto la mia pratica ma, in senso più lato, è un’attenzione che va esercitata nei confronti di tutte le situazioni della vita e soprattutto delle persone che incontro.
Un’altra definizione di yoga nella Gita si trova nel sesto capitolo al verso 23: “Lo yoga è lo scioglimento dell’unione con la sofferenza”. Qui c’è un gioco di parole dove sofferenza traduce la parola duhkha e scioglimento è viyoga. Lo yoga è volto ad affrancarci dal disagio esistenziale, dal dolore, dalla pena. Duhkha è un termine di enorme importanza in tutte le tradizioni dell’India, soprattutto nel buddismo, dove la prima nobile verità è: “tutto è sofferenza”. Anche negli Yoga Sutra si dice che per colui che discrimina tutto è duhkha. Alla lettera questo termine, che in genere è reso con dolore, in sanscrito significa avere un cattivo asse di ruota. Se pensiamo che la metafora è la ruota, ovvero nell’India antica il carro, l’idea è che tutti noi alla nascita, in generale, siamo equipaggiati con un carro piuttosto buono, dal punto di vista psicofisico ma, inevitabilmente, con il passare degli anni, questo carro, questo organismo, conosce un declino. L’asse comincia a dare dei problemi e, a un certo punto, si spezza, così come la nostra vita si disfa in una sequenza di malattia, vecchiaia e morte. La metafora del carro veicola, così, la nozione di un dolore non generico, ma la condizione esistenziale nella quale siamo tutti intrappolati. E’ un vero e proprio disagio, non c’è scampo. Lo yoga è una liberazione da questo male che è l’esistenza fenomenica, in quanto presentato come “lo scioglimento dell’unione con la sofferenza”. E questo è il grande richiamo dello yoga, ottimista dal punto di vista metafisico, perché sostiene che ci sia una via di uscita da tutto questo coagulo di sofferenza e di male, per arrivare all’isolamento finale, il Kaivalya.

kirlianUn viaggio attraverso i chakra
Armonizzazione e riequilibrio del campo energetico

L’incontro, che si terrà il giorno giovedì 21 maggio 2009 dalle 16.15 alle 18.15 consiste in sedute dimostrative di dieci-quindici minuti cadauna, allo scopo di riequilibrare il campo energetico ed eliminare eventuali “blocchi”, spesso causa di disturbi sia fisici che psichici.

E’ necessaria la prenotazione presso il Centro, tel. 010 531182

Per saperne di più sulla pranoterapia

kirlianIl Centro Studi Yoga Zenith di Simona Cappello organizza una serie di incontri sulla Pranoterapia. Dimostrazioni gratuite di terapia energetica giovedì 9 aprile  2009 dalle 16.00 alle 18.00 nella sede di Corso Torino 38/2, Genova.

Un viaggio attraverso i chakra
Armonizzazione e riequilibrio del campo energetico

Ciascuno dei sette chakra è associato ad una particolare ghiandola endocrina. Infatti i sette centri di energia governano il sistema endocrino che a sua volta presiede alle sette regioni principali del corpo fisico e da esso dipende il buon funzionamento di tutto l’organismo, con ripercussioni sia fisiche che psichiche. Le ghiandole compongono un grande sistema di relazioni fra le varie parti del corpo che per loro mezzo hanno scambi reciproci. Connettono l’uomo al corpo eterico individuale e planetario e alla corrente del sangue che distribuisce l’energia vitale in tutto l’organismo….

Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare il Centro Yoga Zenith