Privacy Policy Vai ai contenuti

Archivio

Tag: simona cappello
Stabilità ed equilibrio per il superamento della paura
Venerdì 22 novembre dalle 19.00 alle 20.30
Questo incontro è mirato all’ascolto di se stessi, all’acquisizione di consapevolezza per il superamento della paura. Verranno usate tecniche di automassaggio per far fluire le energie bloccate, e quindi stare meglio; alcune posizioni yoga per conquistare stabilità, forza interiore e coraggio; altre tecniche per imparare ad abbandonarsi, affidarsi e superare tutto ciò che tante volte lo impedisce: la paura. Paura di esprimersi, paura di fare brutte figure, di non essere all’altezza e così via.
Il tutto sarà accompagnato dalle note del Sitar (strumento a corde tradizionale indiano) mirabilmente suonato dal musicista Emanuele Milletti. Le vibrazioni del suono penetreranno dentro di noi e la pratica sarà più rilassante, energizzante e quindi più efficace.
Un’esperienza da non perdere.
Conduttrice: Dott.ssa Simona Cappello
Centro Studi Yoga
Corso Torino 38/2
Genova
Tel. 347 9186722
millettiStabilità ed equilibrio per il superamento della paura
Venerdì 22 novembre dalle 19.00 alle 20.30
***
Questo incontro è mirato all’ascolto di se stessi, all’acquisizione di consapevolezza per il superamento della paura. Verranno usate tecniche di automassaggio per far fluire le energie bloccate, e quindi stare meglio; alcune posizioni yoga per conquistare stabilità, forza interiore e coraggio; altre tecniche per imparare ad abbandonarsi, affidarsi e superare tutto ciò che tante volte lo impedisce: la paura. Paura di esprimersi, paura di fare brutte figure, di non essere all’altezza e così via.
Il tutto sarà accompagnato dalle note del Sitar (strumento a corde tradizionale indiano) mirabilmente suonato dal musicista Emanuele Milletti. Le vibrazioni del suono penetreranno dentro di noi e la pratica sarà più rilassante, energizzante e quindi più efficace.
Un’esperienza da non perdere.
***
Conduttrice: Dott.ssa Simona Cappello
Centro Studi Yoga Zenith
Corso Torino 38/2
Genova
Tel. 347 9186722



Il Saluto al Sole è composto da una successione di dodici movimenti da ripetere più volte senza interruzioni. Mette in movimento tutta la muscolatura per riscaldarla. E’ un esercizio completo, in quanto può essere praticato al di fuori della quotidiana sequenza di Yoga. Per tradizione gli yogi lo eseguono all’alba. Prepara alle asana e le completa, tonifica la muscolatura, accelera e amplia la respirazione e il ritmo cardiaco, senza stancare l’organismo o provocare l’affanno.

Suryanamaskar può essere praticato da tutti, soli o in gruppo, in ogni stagione, perchè può essere eseguito sia in una stanza che all’aria aperta;
Suryanamaskar richiede solo pochi minuti di una giornata (da due a sei minuti);
Suryanamaskar non limita la sua azione ad una sola parte del corpo, agisce su tutto l’organismo;
Suryanamaskar non costa nulla, non esige un equipaggiamento oneroso: è sufficiente uno spazio di due metri quadrati;
Suryanamaskar tonifica il sistema digerente, stirando e comprimendo l’addome, massaggia i visceri (fegato, stomaco, milza, intestino, fegato, reni), attiva la digestione, elimina le cause della costipazione, evita la dispepsia;
Suryanamaskar rinforza i muscoli addominali che mantengono gli organi al loro posto. le congestioni venose negli organi addominali sono eliminate;
Suryanamaskar sincromìnizza il movimento e la respirazione, ventila profondamente i polmoni, ossigena e disintossica il sangue con la massiccia espulsione di CO2 e di altri gas nocivi attraverso le vie respiratorie;
Suryanamaskar aumenta l’attività cardiaca e la circolazione del sangue in tutto l’organismo, combatte l’ipertensione, le palpitazioni e riscalda le estremità degli arti;
Suryanamaskar tonifica il sistema nervoso grazie agli allungamenti e alle successive flessioni della colonna vertebrale, regola le funzioni del sistema del Gran Simpatico e del parasimpatico, favorisce il sonno, la memoria migliora;
Suryanamaskar allontana le preoccupazioni e rende sereni gli ansiosi. Le cellule nervose recuperano più lentamente delle altre, ma la pratica assidua e regolare di Suryanamaskar ristabilisce a poco a poco il funzionamento normale di tutto l’organismo.

yogaDALLA STABILITÀ DELLA TERRA ALL’IMPETUOSITÀ E LEGGEREZZA DELL’ARIA

Pratica fisica e mentale rivolta a coloro che vorrebbero superare paure, problemi, ansie, che li tengono irrigiditi ed inquadrati in schemi negativi ma che, allo stesso tempo, vorrebbero “spiccare il volo” verso una realtà meno pesante di quella che stanno vivendo.
A tal fine verranno eseguite posizioni e tecniche di respirazione volte a dare stabilità e sicurezza per poi continuare con un lavoro più approfondito sul respiro e quindi sull’apertura, su ciò che permetta al respiro di espandersi: torace, spalle, dorso, braccia.
La pratica migliorerà la nostra postura e quindi il nostro modo di porci agli altri ma soprattutto a noi stessi, verso una ritrovata fiducia in noi stessi e negli altri.

Seminario condotto dalla Dott.ssa Simona Cappello
Sabato 10 marzo 2012
Dalle 9.30 alle 12.30
Centro Studi Yoga Zenith Genova
Corso Torino, 38/2 – 16129 Genova
Info: 010 531182 –347 9186722

Scarica volantino

Sabato 18 febbraio 2012 ore 21.00
presso Centro Studi Yoga Zenith di Simona Cappello
Corso Torino, 38/2 – 16129 Genova
Tel: 010 531182 – 347 9186722

Concerto ad offerta libera

loc4

Il Duo Karina Stieren-Akshan nasce a completamento di

due  ricerche parallele sulle energie spirituali e terapeutiche

del Suono e della Musica.

Un amore condiviso per il suono puro, chiaro e benefico.

A fondamento di tutto vi è il Silenzio.

Quel silenzio in cui ogni suono rivela la propria natura autentica.

Il Silenzio che coincide con quel Suono (Shabda)

che contiene tutti i suoni possibili.

Una ricerca timbrica e armonica delicata, naturale,

nella linea delle antiche tradizioni sonore modali dell’Asia.

Da quell’Unico Suono,

una musica che è un arcobaleno di suoni, creata

con violino, viola, flauto basso, flauto bansuri, santur, dilruba,

sitar, zither, tanpura,

shruti-box e idiofoni tibetani.

loc6

Corso base rivolto a tutti coloro che vogliano apprendere le nozioni fondamentali per la produzione di un film.

Dalla stesura di una sceneggiatura all’esperienza diretta sul set.

10 lezioni teorico-pratiche intensive con realizzazione di mini-corti e spot, utilizzo apparecchiatura professionale, crane, carrello, steadycam, videocamera full HD.

Il corso si terrà presso il Centro Yoga Zenith, corso Torino 38/2 Genova

Scadenza iscrizioni 9 gennaio 2012

Numero massimo iscritti 15

Per informazioni e preiscrizioni:
3922259674
[email protected]

img018

Simona CappelloQuesto seminario ha il fine di conquistare la percezione del proprio corpo (postura, allineamento, etc.) per imparare a “stare in piedi”.
Tutti noi ovviamente siamo capaci a stare in piedi, ma molte volte, purtroppo, male, a discapito della nostra colonna vertebrale e del nostro equilibrio fisico e mentale. Proprio su questo si andrà a lavorare: sulla capacità di reggersi correttamente sui piedi, sulle gambe e sulla colonna vertebrale, ovvero su tutto ciò che ci dà la possibilità di radicarci, di essere stabili e sicuri. A tale scopo verranno usate asana (posizioni), tecniche di respirazione, mantra e yoga nidra (rilassamento). L’effetto positivo sarà assicurato inizialmente sul corpo che troverà stabilità ed equilibrio e poi di conseguenza sulla mente….leggi tutto sul volantino.

Conduttrice: dott.ssa Simona Cappello
Sabato 5 novembre 9,30 – 12,30
Informazioni e prenotazioni: Centro Studi Yoga Zenith
Corso Torino 38/2 – Genova
Tel. 010 531182

In questa sequenza in coppia viene ripresa la posizione di svanasana, il cane, per allineare la colonna, espandere il respiro, irrobustire gambe e braccia. Il tutto propedeutico alle varianti più impegnative che seguiranno.
cane04

Si continua nella posizione del cane, questa volta con l’appoggio del muro. Le punte dei piedi poggiano a terra ed i talloni al muro, questo per prendere confidenza con una superficie che permetterà poi di eseguire una variante più complicata.
cane01

Camminando passo dopo passo sulla parete e salendo verso l’alto, ci si porta con le gambe parallele alla terra ed il busto perpendicolare.il torace in spinta verso il muro in modo da favorire ancora l’allungamento della colonna e il massaggio agli organi interni e ai visceri. A questo punto quindi un bel lavoro non solo sull’allungamento, sull’espansione del respiro ma anche su una forte energia che viene elaborata dal plesso solare (stomaco e visceri).
Con la posizione si acquisisce così non solo scioltezza ed apertura ma anche energia, forza in se stessi autostima e fiducia.
cane02

Sciolta la posizione contro il muro, una delle due allieve si riporterà in svanasana (cane) tradizionale mentre l’altra eseguirà la stessa posizione eseguita con il supporto della parete, ma con i piedi poggiati con delicatezza sulle ossa del bacino della compagna.Il tutto va eseguito con estrema leggerezza e padronanza della posizione.
cane06cane05

Belle ed efficaci sequenze che danno forza, fiducia (in se stessi e negli altri), energia e buon umore.

Un’altra bella posizione che lavora sulla terra e così sulla radicatezza e la stabilità. Ma allo stesso tempo, con il massaggio agli organi interni, stimola il nostro fuoco interiore e muove grande energia e vigore al nostro interno e proprio per questo è adatto alle persone un po’ pigre ed apatiche.

Esecuzione: si parte in posizione carponi, le mani aperte come le spalle ed in linea con le ginocchia, a disegnare un quadrato (simbolo della Terra), i piedi uniti e puntati a terra. Inspirando si inarca il busto, spingendo in alto bacino e testa. Espirando fare forza sulle mani e sulle punte dei piedi per sollevare in alto il bacino. Il busto e le gambe vanno a disegnare un triangolo, i talloni spingono e scendono al suolo, le braccia tese sono sulla linea del busto. Peso del corpo equamente distribuito davanti e dietro, in equilibrio. Le orecchie sono sulla linea delle braccia.

cane1

Seconda variante: una variante più avanzata porta la sommità del capo al suolo, con la flessione delle braccia e avambracci e gomiti a terra. La posizione prende il nome di Mukha Svanasana (posizione del cane che porta la faccia al suolo). Questa posizione irrobustisce gambe e braccia e caviglie, corregge i difetti della colonna vertebrale e rinforza il busto, tonifica e massaggia gli organi addominali.

cane2

simo1Ho deciso di trattare questo argomento perchè in qualche modo mi ha riguardato da vicino. Parecchi anni fa, in concomitanza con il mio approccio allo Yoga, sono ricorsa alla pratica del Training Autogeno parte per curiosità ma soprattutto per cercare di curare e di eliminare alcuni disturbi sicuramente di carattere psicosomatico che da tempo mi affliggevano. Già da anni praticavo lo Yoga ma in quel determinato periodo la sua pratica non serviva ad aiutarmi. La mancanza di concentrazione soprattutto mi impediva di ottenere risultati soddisfacenti. Avevo bisogno di un maestro che mi seguisse e mi aiutasse, tra virgolette, da vicino, ed ho sperimentato così il T.A. A distanza di anni penso che lo stesso risultato avrei potuto ottenerlo con la vicinanza di un maestro Yoga; ma il caso o la ricerca di un’altra “via” mi hanno portato altrove. E’ stata in ogni caso un’esperienza positiva: non solo ho curato i disturbi fisici di cui parlerò più avanti, ma mi ha fatto crescere interiormente. In che modo? Facendomi capire qualcosa di me stessa, del mio Io più profondo e di come sia complessa e sconosciuta la psiche umana. Sia lo Yoga a livello iniziale che il T.A. educano la mente ad essere spontanea e creativa. Lo Yoga, per esempio, educa la mente a far emergere certe attività inconsce, favorendo così la creatività e la spontaneità, allo stesso tempo tende a conservare la salute biologica del corpo e della mente. Il T.A. è una tecnica creata dalla cultura occidentale per ottenere più o meno gli stessi risultati dello Yoga. E’ ormai noto da parte di tutti che la mente umana funziona molto al di sotto delle sue reali possibilità. I risultati concreti si potrebbero ottenere sfruttando i meccanismi mentali in modo più razionale, ci dice la scienza, avrebbero dell’incredibile…..leggi tutto

simoloto2

Pranayama
di Mimma Campiti, allieva del Centro Yoga Zenith di Genova

La parola prana ha, come il termine yoga, un ampio significato. Prana significa fiato, respirazione, vita, vitalità, vento energia o forza. Indica anche l’anima in opposizione al corpo. La parola è usata generalmente al plurale per indicare i respiri vitali. Ayama significa lunghezza, espansione, stiramento o controllo. Pranayama perciò significa estensione del respiro e suo controllo. Il soffio vitale prana e l’anima, l’Atman o spirito, vengono dalla stessa radice sanscrita AN che significa respirare, muoversi, vivere; significa soffio cosmico primordiale principio e sostegno di tutte le funzioni vitali.
In un antico testo, Prashna Upanishad, troviamo che il prana viene dall’Atman e l’Atman è Brahman, il principio generativo e conoscitivo, in cui confluiscono tutte le facoltà umane e divine. E’ vayu, il vento, a trasportare il prana, che viene assimilato dall’uomo attraverso la pelle e il respiro. Prana è il principio vitale che governa tutto l’universo. Pranayama è appunto l’imparare a dirigere questo principio vitale, nel corpo e nella mente, attraverso tecniche particolari di respirazione. Nelle sue fasi di inspirazione, trattenimento ed espirazione, il pranayama ripropone i ritmi cosmici: l’emanazione, la conservazione, la dissoluzione, per riportare all’unione del sé individuale con il cosmo. Solitamente la nostra respirazione avviene spontanea, più o meno profonda, ma senza una particolare coscienza dell’atto respiratorio. Attraverso la respirazione Yoga, il pranayama, diventiamo coscienti del respiro, consapevoli di questo continuo scambio con l’universo che ci circonda e delle conseguenti vere e proprie modificazioni della nostra coscienza, fino alla sua totale espansione.
L’inspirazione, Puraka, è associata alla felicità, alla luce, alla pienezza, alla vita, al prendere dall’esterno e ricaricarci di energia. Ogni volta che inspiriamo dovremmo prendere coscienza della morte come uno degli aspetti della vita, ma soprattutto del vuoto come vera pienezza. Pranayama è quindi la sicenza del respiro, ed è il punto centrale attorno al quale gira la ruota della vita. Perciò lo yogi segue il giusto ritmo della respirazione lenta e profonda, che rafforza il sistema respiratorio, calma il sistema nervoso e riduce la bramosia. Man mano che i desideri e le brame diminuiscono, la mente si libera e diventa un mezzo adatto alla concentrazione. Liberare la mente di tutte le sue illusioni è la vera Rechaka (espirazione); realizzare che “Io sono Atma (lo spirito)” è la vera Puraka (inspirazione); mantenere stabilmente la mente su questa convinzione è la vera Kumbhaka (ritenzione). Questo è il vero pranayama, dice Sankaracharya. Ogni creatura umana mormora inconsapevolmente col respiro la preghera “Soham” (sah= lui, Aham= Io-lui, lo spirito immortale, io sono) durante ogni inspirazione, così come durante ogni espirazione mormora “Hamsah” (Io sono lui). Questo ajapa-mantra (preghiera ripetitiva e inconscia) continua in ogni essere vivente per tutta la vita. E’ stato detto da Kariba Ekken, mistico del XVII secolo: “Se desiderate uno spirito tranquillo, per prima cosa regolate il vostro respiro, poiché quando questo è sotto controllo, il cuore sarà in pace: un respiro affannoso provoca agitazione. Perciò prima di iniziare qualsiasi attività regolate il respiro per addolcire il vostro umore e calmare il vostro spirito”. La chitta (mente, ragione e l’Io) è come un carro aggiogato ad un tiro di cavalli potenti. Uno di essi è prana (respiro), l’altro è vasana (desiderio). Il carro si muove nella direzione del cavallo più potente; se il respiro prevale, si ha il controllo dei desideri, si tengono a freno i sensi e si dona calma alla mente. Se prevale il desiderio, si ha invece respiro disordinato e mente agitata e turbata. Durante la pratica del pranayama gli occhi vengono tenuti chiusi per prevenire il divagare della mente. Quando prana e manas (mente) raggiungono la completa fusione, nasce una gioia ineffabile. Dato che il vero scopo dello yoga è controllare e calmare la mente, lo yogi apprenderà in primo luogo la tecnica del pranayama per dominare il respiro. Ciò gli permetterà di controllare i sensi e di raggiungere così lo stadio di pratyahara (distacco); soltanto allora la mente sarà pronta per la concentrazione (dhyana). Se si impedisce alla mente di vagare liberandola dalla indolenza e dalle distrazioni, si giunge ad uno stato di vuoto della mente (amanaska), che è lo stato supremo di samadhi. Ecco cos’è lo yoga: la fusione del respiro, della mente, e dei sensi e l’abbandono di tutte le condizioni poste dall’esistenza e dal pensiero.